Inflazione, nel Mezzogiorno l’incremento più significativo

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L’inflazione in Italia mostra segnali di moderata ripresa. L’indice generale si attesta a 122,6, con una variazione congiunturale pari a più 0,1 per cento e una crescita tendenziale dell’1,2 per cento su base annua. Un dato che conferma una dinamica dei prezzi ancora sotto controllo, ma non uniforme sul territorio nazionale, dove emergono differenze significative tra città e aree geografiche. Il rilevamento si riferisce al mese di dicembre del 2025.

Tra i grandi centri urbani, Bari registra una variazione annua dell’1,6 per cento, superiore alla media nazionale, mentre Napoli si posiziona a più 1,7 per cento, segnalando una pressione sui prezzi più marcata nel Mezzogiorno. Ancora più elevato il dato di Catanzaro, che con più 1,8 per cento tendenziale rappresenta il valore più alto del campione, accompagnato da un forte incremento congiunturale (più 0,8 per cento).

Le principali città del Centro-Nord mostrano andamenti più contenuti. Milano e L’Aquila condividono lo stesso indice (120,9) e una crescita annua dello 0,8 per cento, mentre Torino e Cagliari si attestano a più 1,0 per cento. Roma registra una variazione tendenziale dell’1,2 per cento, in linea con la media nazionale, ma con una dinamica mensile nulla, segnale di una temporanea stabilizzazione dei prezzi.

Nel Nord-Est spicca il caso di Trento, che presenta il maggiore aumento congiunturale (più 1,1 per cento), pur mantenendo una crescita annua moderata (più 0,8 per cento). In controtendenza Venezia, unica città con variazione mensile negativa (meno 0,2 per cento), pur confermando un incremento tendenziale dell’1,0 per cento.

Tra i capoluoghi con inflazione più bassa su base annua figurano Aosta e Potenza, entrambe a più 0,4 per cento, mentre Ancona si ferma a più 0,7 per cento, indicando una dinamica dei prezzi più contenuta rispetto al resto del Paese.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un’inflazione nazionale in lieve crescita, ma caratterizzata da forti differenze territoriali. Un elemento che conferma come il costo della vita continui a evolvere in modo non omogeneo, riflettendo le specificità economiche e sociali dei diversi contesti urbani italiani.

Indice Var% M/M
Congiunturale
Var.% A/A
Tendenziale
ITALIA 122,6 +0,1 +1,2
Ancona 114,3 +0,2 +0,7
Aosta 116,7 +0,5 +0,4
Bari 123,0 +0,1 +1,6
Bologna 122,2 +0,3 +1,2
Cagliari 121,5 +0,2 +1,0
Catanzaro 121,9 +0,8 +1,8
Firenze 119,9 +0,1 +1,4
Genova 126,0 +0,4 +1,2
L’Aquila 120,9 +0,1 +0,8
Milano 120,9 +0,1 +0,8
Napoli 125,1 +0,2 +1,7
Palermo 124,3 +0,0 +1,2
Perugia 122,9 +0,2 +1,3
Potenza 115,6 +0,1 +0,4
Roma 119,5 +0,0 +1,2
Torino 120,4 +0,2 +1,0
Trento 122,7 +1,1 +0,8
Trieste 123,7 +0,3 +1,1
Venezia 120,2 -0,2 +1,0