Infortuni: Inail, in 10 mesi +9,4% mortali, +0,2% denunce

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Roma, 27 nov. (Labitalia) – Tra gennaio e ottobre sono state 945 le denunce di infortuni mortali sul lavoro, il 9,4% in più dei primi 10 mesi del 2017 e 534.605 le denunce complessive di infortunio pari ad un +0,2%. Le patologie di origine professionale denunciate sono state 49.760 (+1,9%). Lo certifica l’Inail nell'”Open data” dei primi 10 mesi dell’anno. Per quanto riguarda i casi mortali, l’aumento del 9,4% registrato nei primi 10 mesi del 2018 (945 incidenti su 864 del 2017) è dovuto, spiega l’Inail, soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti nell’agosto scorso, alcuni dei quali causati dai cosiddetti incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano la morte di due o più lavoratori. Nel solo mese di agosto, infatti, si è contato quasi lo stesso numero di vittime (37) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-ottobre 2017 (38). Tra gli eventi di quest’anno con il bilancio più tragico si ricordano, in particolare, il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 denunce di casi mortali, e gli incidenti stradali avvenuti a Lesina e a Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti.

Allargando l’analisi dei dati ai primi 10 mesi, nel 2018 tra gennaio e ottobre si sono verificati 21 incidenti plurimi, che sono costati la vita a 76 lavoratori, rispetto ai 13 incidenti plurimi del 2017, che hanno causato 38 morti. Gli ultimi incidenti plurimi di settembre e ottobre hanno provocato la morte di 2 dipendenti dell’Archivio di Stato, vittime di una fuga di gas ad Arezzo, di 4 persone travolte da una frana durante l’esecuzione di alcuni lavori di emergenza a una condotta fognaria danneggiata dal maltempo a Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, e di 5 lavoratori coinvolti in due incidenti stradali avvenuti nel Lazio e in Lombardia.

Ad aumentare, si legge ancora nel Report Inail, sia i casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 619 a 648 (+4,7%), sia quelli in itinere, in aumento del 21,2% (da 245 a 297). A trainare l’aumento degli incidenti mortali la gestione Industria che ha registrato un incremento di 89 casi mortali (da 725 a 814) mentre è in calo il dato del Conto Stato (da 24 a 16). Stabile la situazione in agricoltura dove sono stati denunciati 115 casi mortali in entrambi i periodi.

Geograficamente parlando è il Nord-Ovest l’area che registra l’aumento di incidenti mortali maggiore, +48 casi da 212 a 260, 20 invece nel Nord-Est (da 215 a 235) e 15 al Sud (da 188 a 203). Lieve diminuzione al Centro (da 176 a 174), stabili nelle Isole dove le denunce sono state 73 in entrambi i periodi. A livello regionale spiccano i 25 casi in più del Veneto (da 75 a 100), i 20 in più del Piemonte (da 67 a 87) e i 19 in più della Lombardia (da 114 a 133) e Calabria (da 16 a 35). Seguono Campania (+17), Liguria (+10) e Toscana (+8). Cali significativi si registrano, invece, in Abruzzo (da 47 a 22) e nelle Marche (da 30 a 16).

A rimanere vittima di morte sul lavoro esclusivamente la componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono stati 81 in più (da 782 a 863), stabili a 82 quelli femminili. L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (da 730 a 787), sia quelli extracomunitari (da 95 a 114) e comunitari (da 39 a 44) mentre una morte su due ha coinvolto lavoratori tra i 50 e i 64 anni, con un incremento tra i due periodi di 75 casi (da 366 a 441). In aumento anche le denunce che hanno riguardato gli under 34 (da 147 a 171) e gli over 65 (da 65 a 71 casi). Sono diminuite, invece, le morti dei lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 286 a 262).

A fronte di 534.605 denunce, in aumento dello 0,2% rispetto ai primi 10 mesi 2017 i dati Inail registrano un calo di quelli avvenuti sul luogo di lavoro, passati da 454.421 a 454.006 (-0,1%), e un aumento di quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un incremento pari all’1,7%, da 79.231 a 80.599. A trascinare l’incremento degli infortuni sul lavoro l’aumento dello 0,3% della gestione Industria e servizi (dai 421.388 del 2017 ai 422.628 casi del 2018) e dello 0,2% nel Conto Stato (da 83.706 a 83.909) mentre in agricoltura si registra un calo dell’1,7% (da 28.558 a 28.068) ed è legato esclusivamente alla componente maschile, che registra un +0,7% (da 343.302 a 345.631) rispetto al -0,7% di quella femminile (da 190.350 a 188.974). Sotto il profilo anagrafico sale per la fascia fino a 29 anni (+4,1%) e tra i 60 e i 69 anni (+5,8%). In flessione, invece, le denunce per le fasce 30-44 anni (-3,4%) e 45-59 anni (-0,7%).

Quanto alle denunce di malattia professionale, allo scorso 31 ottobre si è registrato, dice ancora l’Inail, un aumento del +1,9% (pari a 911 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 48.849 a 49.760). Si tratta di una variazione in linea con quella rilevata per i primi nove mesi (+1,8%), che rispetto al dato di gennaio, quando l’aumento era stato pari al +14,8%, ha mostrato un trend in costante diminuzione nelle successive rilevazioni mensili.

L’incremento percentuale maggiore è registrato in agricoltura, pari al +3,3% (da 9.524 a 9.835). Nell’Industria e servizi le denunce di malattia professionale sono aumentate dell’1,6% (da 38.736 a 39.368), mentre nel Conto Stato il numero delle patologie denunciate è diminuito del 5,4% (da 589 a 557). L’analisi territoriale evidenzia incrementi delle denunce al Centro (+989), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Sud (+516 casi), dove le tecnopatie denunciate sono quasi un quarto del totale, e nel Nord-Ovest (+86). In calo, invece, il dato del Nord-Est (-338) e delle Isole (-342).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (30.352 casi), insieme a quelle del sistema nervoso (5.653) e dell’orecchio (3.802), nei primi 10 mesi di quest’anno hanno continuato a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate e sono pari all’80% del totale. Seguono le denunce di patologie del sistema respiratorio (2.208) e dei tumori (2.036).