Infrastrutture, la foto di “Nord e Sud”: Nel Mezzogiorno un’opera incompiuta ogni 13 chilometri

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Opere incompiute, infrastrutture non pervenute, trasporti ancora all’anno zero. La condizione di arretratezza del Mezzogiorno d’Italia ai raggi x: è stato questo il cuore del convegno ‘Attraverso il Sud’ che si è svolto questo pomeriggio a Napoli, a Palazzo Caracciolo. Nutrita la platea di relatori: Armando Siri, sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti; Deborah Bergamini, vice presidente della commissione parlamentare Trasporti e Infrastrutture; Carlo Fidanza, componente della commissione parlamentare Trasporti e Infrastrutture; Pietro Spirito, presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale; Danilo Iervolino, presidente dell’Università Pegaso; Federica Brancaccio, presidente Acen Napoli. L’associazione Nord e Sud, organizzatrice del convegno, ha presentato un’analisi sulle opere incompiute, fotografia del ritardo del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. Secondo quanto emerge dai dati, in Piemonte bisogna percorrere 53 chilometri per vedere un’opera incompiuta, che in Sicilia diventano invece 13.
Deborah Bergamini ha rimarcato le inefficienze e le scelte errate di questo governo: “Quello che i cittadini italiani pensavano fosse il “governo del cambiamento”, ha dimenticato cosa siano l’innovazione e le infrastrutture, ha dimenticato i collegamenti fisici e digitali. Per evitare l’immobilismo e l’isolamento, occorre presto un grande piano di infrastrutture che colleghi le regioni e le città italiane, e l’Italia con il resto del mondo. Un processo che era stato realizzato con noi di Forza Italia con l’alta velocità e con l’avvio di grandi opere, che ora con questo governo rischiano una battuta d’arresto fatale. L’Italia chiede un salto di qualità, in avanti, verso il futuro, non un salto nel buio”.
Severino Nappi, presidente dell’associazione Nord e Sud, ha introdotto i lavori: “La Campania non ha bisogno di parole, ma di fatti, di infrastrutture, di trasporti. Non siamo la terra di chi si piange addosso ma di chi si rimbocca le maniche. La politica però ha il dovere di dare fondi e strumenti”. Il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture ed ai Trasporti Armando Siri ha rimarcato il peso della Lega nel contratto di governo: “Il centrodestra concettualmente non ha mai smesso di esistere. Lo dimostreremo alle prossime Amministrative. Quello che stiamo facendo al governo è qualcosa di diverso, Abbiamo lavorato per fare un contratto di governo, cercando di portare il più possibile le istanze del centrodestra.
Poi vediamo quello che succederà. Un passaggio anche sulla Tav: “Le infrastrutture non devono diventare una cosa ideologica. Abbiamo affrontato la questione costi-benefici. C’è una commissione che sta lavorando, credo che nella migliore delle ipotesi finirà all’inizio dell’anno prossimo e che la commissione possa dare parere favorevole. Personalmente sono favorevole a tutte le infrastrutture in questo Paese, perché siamo troppo indietro rispetto a Usa, Cina, Russia, Brasile. Paesi in cui ogni decisione si prende in 24 ore, qui ci vogliono 24 anni. In Italia invece facciamo solo tavoli. In disaccordo Carlo Fidanza, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione parlamentare Infrastrutture e Trasporti: “Avere una sala piena che discute di Infrastrutture è la migliore risposta a chi cerca di tenere a bada il Sud con il metadone del reddito di cittadinanza.
Non sono d’accordo con Siri sulla ricostruzione politica della nascita di questo governo: abbiamo siglato lo stesso programma, ma con l’esecutivo gialloverde le Infrastrutture restano uno dei principali argomenti di dissidio. L’idea che esista una contrapposizione tra le grandi infrastrutture e le piccole opere è del tutto sbagliata, servono entrambe. Le regioni del Sud sono quelle più indietro sotto il profilo infrastruttuarale. Abbiamo bisogno della Napoli-Bari così come delle piccole infrastrutture per raggiungere la Napoli Bari”. Ha concluso il convegno il padrone di casa, Severino Nappi: “Mentre a Roma il centrodestra si divide, qui in Campania sostenuto da una rete civile e professionale che può unirsi e fare le cose sul serio, lancia una sfida: costruire insieme il nostro posto”.