È di 522 miliardi di euro il costo al 30 novembre 2025 delle infrastrutture strategiche prioritarie, rispetto alle quali le disponibilità finanziarie ammontano a 352 miliardi, pari al 67 per cento del costo previsto. È quanto emerge dalla rilevazione del Rapporto annuale del 2025 “Stato di attuazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie”, predisposto in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e l’istituto di ricerca Cresme. Rispetto alla precedente rilevazione aggiornata al 31 agosto 2024, che individuava un costo di 483 miliardi, il report evidenzia un aumento di circa 38,6 miliardi (più 8 per cento) ascrivibile all’aggiornamento del costo che, per una parte delle opere monitorate, tiene conto dell’incremento dei costi degli interventi dovuto all’avanzamento progettuale e all’aggiornamento dei quadri economici per adeguamenti tariffari connessi all’aumento dei prezzi. Duecentodieci miliardi del costo delle infrastrutture strategiche e prioritarie (40 per cento) è riferito ad opere inserite nella programmazione Pnrr-Pnc o commissariate. L’80 per cento dei costi previsti per la realizzazione del programma di infrastrutture strategiche e prioritarie, pari a 417 miliardi di euro, è destinato a potenziare e rinnovare le reti ferroviaria (232 miliardi, 44,3 per cento) e stradale (171 miliardi, 32,8 per cento) e alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina (13,5 miliardi, 2,6 per cento). Un altro 16,9 per cento, pari a circa 88 miliardi, è destinato a sistemi urbani, porti, aeroporti e ciclovie. Il restante 3,4 per cento spetta al Mose, a altri interventi infrastrutturali e all’edilizia pubblica.





































