Inizia l’era di Rosario Altieri
Priorità: il credito alle imprese

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L’esperienza di Rosario Altieri, L’esperienza di Rosario Altieri, campano e presidente nazionale dell’Agci, l’associazione generale delle cooperative italiane, alla guida dell’Alleanza delle Cooperative (Adc) inizia con un duplice obiettivo. Da un lato la costruzione di una entità unica, nella quale far confluire Agci, Confcooperative e Legacoop, dall’altro il miglioramento delle condizioni di lavoro delle imprese. Con una priorità: migliorare i meccanismi di accesso al credito e garantire così alle cooperative risorse per crescere e creare occupazione. Spinta sulle risorse I dati raccolti dalle associazioni di categoria evidenziano come la liquidità di cassa sia insufficiente per il 49,1 per cento delle aziende interpellate. A pesare sui bilanci sono soprattutto i 3,3 miliardi di euro di arretrati delle amministrazioni pubbliche, che continuano a ricevere servizi senza però pagarli con regolarità. “Quello che ci serve – dice Altieri – è un meccanismo in grado di non bloccare l’attività delle cooperative in presenza di ritardi nella liquidazione delle spettanze da parte degli enti pubblici”. L’accesso al credito continua a essere un punto dolente per le piccole e medie imprese: il 25,2 per cento delle cooperative si è visto richiedere garanzie ulteriori di carattere personale. Il 30 per cento delle imprese che si sono rivolte alle banche non ha ottenuto alcun finanziamento o si è vista concedere importi inferiori. È il quadro che emerge dalla rilevazione congiunturale presentata dall’Alleanza delle cooperative e riferita all’ultimo quadrimestre 2014 e alle previsioni per il 2015. Tuttavia, si investe ancora poco ma “si semina molto più di quanto si pensi”, è scritto nel rapporto che anche Altieri cita: due cooperative su 10 si apprestano ad espandere l’attività, mentre ulteriori due su 10 hanno in cantiere percorsi di aggregazione sotto varie forme: fusioni, alleanze strategiche, forme organizzative allargate. Sul fronte lavoro, il 10,56 per cento dei cooperatori rileva indicazioni di crescita della manodopera occupata ma il 14,1 per cento attende una contrazione delle risorse umane nei prossimi mesi; il 75,3 per cento, infine, prevede un quadro stazionario. Il calo dei costi delle forniture attenua gli effetti della caduta dei prezzi di vendita per le cooperative, ridando un po’ di ossigeno ai margini già pesantemente erosi. Nelle prospettive del primo quadrimestre 2015, emerge una propensione leggermente più favorevole agli investimenti sia tra le grandi imprese sia tra le Pmi, ma otto cooperatori su dieci non prevedono di aumentare la spesa per nuovi prodotti o servizi nel 2015. Tutti uniti in due anni L’altro grande progetto da realizzare ha già una data di scadenza. “Il 2017 – rivela Altieri – perché è per quella data che contiamo di avere un’associazione unica in grado di rappresentare tutto il mondo del terzo settore”. Il soggetto che sta per nascere è un colosso composto da 39mila 500 imprese, 1 milione e 150mila occupati, 12 milioni e 620mila soci, 150 miliardi e 300 milioni di euro di fatturato. Alla mega alleanza Altieri lavora in collaborazione con i neo eletti copresidenti di Adc, Maurizio Gardini e Mauro Lusetti. “La cooperazione – precisa il nuovo numero uno di Adc subito dopo l’elezione – deve diventare uno strumento efficace per la crescita e lo sviluppo, forte del contributo notevole che è in grado di assicurare e dell’altrettanto apprezzabile funzione sociale e di inclusione di cui questa forma di impresa è capace”. La gestione Altieri, come il diretto interessato chiarisce, “sarà caratterizzata da un ancora più forte livello di collegialità, indispensabile per assicurare il notevole e prezioso apporto che le due componenti maggiori dell’Alleanza si impegnano a non far mancare”. Lo sviluppo non si ferma Altieri fa la sua prima uscita da presidente di Adc all’evento “Private Sector for Development: opportunità e impegno delle Cooperative Italiane nella Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo”. E dice che la cooperazione italiana “si candida a svolgere un ruolo determinante nell’elaborazione e nella realizzazione di progetti di sviluppo dei Paesi più poveri al fine di garantire alle popolazioni del mondo intero non solo il diritto alla sopravvivenza, ma quello ad una vita che riconosca e salvi, appunto, la dignità della persona. È qui che si troa il vero senso del nostro lavoro”.


La mappa in Italia Abruzzo Fernando Di Fabrizio (Legacoop) Franco Ricci (Confcooperative) Nino Silverio (Agci) Basilicata Paolo Laguardia (Legacoop) Donato Semeraro (Agci) Giuseppe Suanno (Confcooperative) Campania Mario Catalano (Legacoop) Gian Luigi De Gregorio (Agci) Maria Patrizia Stasi (Confcooperative) Emilia Romagna Paolo Cattabiani (Legacoop) Massimo Coccia (Confcooperative) Massimo Mota (Agci) Liguria Pietro Civello (Agci) Gianluigi Granero (Legacoop) Stefano Marastoni (Confcooperative) Lombardia Luca Bernareggi (Legacoop) Giuseppe Di Giugno (Agci) Maurizio Ottolini (Confcooperative) Molise Domenico Calleo (Confcooperative) Agostino De Fenza (Agci) Stefania Serafini (Legacoop) Piemonte Alberto Garretto (Agci) Giancarlo Gonella (Legacoop) Domenico Paschetta (Confcooperative) Puglia Marco Pagano (Confcooperative) Carmelo Rollo (Legacoop) Giovanni Schiavone (Agci) Toscana Stefano Bassi (Legacoop) Claudia Fiaschi (Confcooperative) Alessandro Giaconi (Agci) Umbria Andrea Fora (Confcooperative) Gabriele Nardini (Agci) Dino Ricci (Legacoop)