Innovatori, come abbattere muri e viaggiare in un mondo di possibilità

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Al contrario di Dedalo che vola all’altezza che impedisce lo sciogliersi delle sue ali di cera, i creativi librano tanto in alto quanto Icaro. Se mai i raggi del sole squagliassero le loro ali di cera, essi avrebbero individuato un difetto di progettazione o fabbricazione e, quindi, andrebbero alla ricerca del rimedio. I creativi familiarizzano col mondo soggettivo e qualitativo della possibilità, non con quello matematico e statistico della probabilità. ‘Non posso calcolare la probabilità che l’innovazione che ho in mente avvenga o meno, ma per quanto possa essere improbabile è possibile che essa giunga in porto e abbia successo’: nell’incertezza che ci circonda, è questo il linguaggio dell’innovatore.

I muri sono nella nostra mente. L’alta specializzazione conseguita immergendosi nel mare della conoscenza acquisita è di ostacolo alle relazioni tra i molteplici aspetti della realtà umana. È per superare l’ostacolo che il geografo del pittore fiammingo Vermeer, pur immerso nei calcoli per tracciare percorsi nelle mappe di navigazione, intuitivamente volge lo sguardo altrove, verso la finestra che si apre su un paesaggio sconosciuto. Forse, appena fuori dalla finestra, è in volo un’idea che vorrebbe entrare nella stanza, per essere colta dal geografo. Ecco come ha inizio un viaggio alla ricerca del brivido, un viaggio speciale verso un mondo che le mappe della conoscenza ignorano. Vermeer stesso era un creatore di percorsi: utilizzava una ‘camera oscura’, un dispositivo ottico che concorreva a rappresentare la realtà in modo oggettivo e imparziale. Altra è la caratura dei geografi messi in scena dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges che scriveva: ”In quell’Impero, l’Arte della Cartografia raggiunse una tale perfezione che la mappa di una sola provincia occupava tutta una Città e la mappa dell’Impero tutta una Provincia. Col tempo codeste Mappe Smisurate non soddisfecero e i Collegi dei Cartografi eressero una mappa dell’Impero che uguagliava in grandezza l’Impero e coin- cideva puntualmente con esso” (L’artefice, Mondadori i Meridiani vol. 1, Milano, 1986).

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