Innovazione a tripla elica, de Falco: Così si cresce

30

Il primo driver che si configura come milestone della roadmap avviata dal neo costituito CeRitt, Centro di Ricerca per l’Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico, è sicuramente la cross fertilization, ossia la Il primo driver che si configura come milestone della roadmap avviata dal neo costituito CeRitt, Centro di Ricerca per l’Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico, è sicuramente la cross fertilization, ossia la contaminazione, nella sua accezione più positiva, tra campi di ricerca e campi di applicazioni professionali, tradizionalmente senza punti di intersezione o in casi più estremi separati alla stregua di veri e propri comparti stagno. I notevoli vantaggi e i benefici del matching tra aree differenti afferiscono sia all’ambito della scienza sia a quello della tecnologia. Tale contaminazione ha diverse declinazioni e una di queste è sicuramente la possibilità di scambiare modelli, best practices e experience cases tra contesti diversi. La prima contaminazione che il CeRitt persegue è quella tra l’area di ricerca umanistica e quella tecnico-scientifica e a testimonianza di tale volontà, se, come suol dirsi vale il detto “nomina sunt res”, basta guardare (anche on line sul sito del Centro, www.ceritt.unina.it) la struttura organizzativa ed in particolare il Cts con le linee di ricerca individuate, che fotografano un Dna del Centro tutto proteso a tale sforzo. Altro main purpose che il CeRitt si ripropone di perseguire è la qualificazione del territorio di riferimento, anche in accordo alla cosiddetta terza missione degli Atenei. Pertanto il Centro si prefigge di intercettare e profilare la domanda di ricerca locale in modo da trasferire poi l’offerta tecnologica più opportuna, ossia valutando i possibili delta incrementali di cui un fruitore di ricerca necessita e non trasferendo sic et simpliciter un prodotto di ricerca nella sua interezza. In conclusione il macro obiettivo che il CeRitt vuole configurare quale stella polare di orientamento nella rotta da tenere è la possibilità di coniugare il disordine insito in ogni processo di innovazione, che, come la Comunità Europea insegna attraverso le linee guida dei suoi bandi di finanziamento, è sinonimo di creatività, con un approccio rigoroso, analitico e metrologico, ossia basato su caratteristiche codificate quali ad esempio la precisione, la sensibilità l’accuratezza, (appunto trasposte dall’ambito della scienza delle misure a quello della innovazione). La meccanica quantistica ha modellato questo dualismo con riferimento ai sistemi fisici, il CeRitt, secondo il diktat memento audere semper, proverà ad osare a fare lo stesso ma con riferimento ai sistemi tecnologici ed organizzativi, anche e soprattutto sfruttando, quale offset di partenza, il percorso compiuto dalla Aictt, co-fondatrice del CeRitt stesso insieme al Centro Raffaele d’Ambrosio Lupt della Federico II, in ambito misura e certificazione della capacità innovativa d’impresa con lo standard Aictt-Rta. *Direttore CeRitt