Innovazione, da Sme Instrument nuove opportunità per le Pmi

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Dall’Europa un sostegno alle imprese che vogliono investire in innovazione: si tratta dello Sme Instrument, la misura di Horizon 2020, indirizzata alle Pmi, che è stata al centro il 5 giugno scorso di un seminario organizzato nella sede di Confindustria Salerno in collaborazione con la rete Enterprise Europe Network, Unioncamere Campania, Enea e l’Agenzia per la promozione della ricerca europea.
La misura si rivolge alle Pmi che sviluppano innovazione di prodotto, processo, di servizio, per accompagnarle durante l’intero ciclo dell’attività: dalla valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea allo sviluppo del prototipo su scala industriale e prima applicazione sul mercato, fino all’implementazione e commercializzazione della soluzione innovativa. 
“Il progetto – dice Antonio Carbone dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea – si rivolge non solo alle aziende già presenti ma pure a start up e spin off universitari. Il denominatore comune è quello di sviluppare prodotti e servizi, per consentire all’azienda di crescere abbastanza velocemente sui mercati internazionali. Sicuramente il bando non è semplice, anzi è molto competitivo, poiché la concorrenza è su scala europea. Un aspetto molto interessante è quello che la Commissione europea non pone vincoli sulle aree settoriali d’interesse e non c’è bisogno di un partenariato transnazionale. La singola azienda, infatti, presenta la sua idea di business e se alla Commissione piace, viene finanziata o una fase preliminare, con un contributo fisso di 50 mila euro, oppure il progetto vero e proprio al 70 per cento, fino ad un massimo di 2 milioni e mezzo di euro”.
Al dibattito anche Andrea Prete, presidente di Unioncamere Campania nonché numero uno degli industriali salernitani, tra i promotori dell’incontro, “È proprio questo uno dei compiti di Confindustria – dice il presidente – quello di far conoscere strumenti poco conosciuti. È chiaro che la competizione è molto forte, però anche negli anni passati ci sono state aziende italiane che hanno avuto accesso a questi fondi”. 
Sulla stessa lunghezza d’onda  Sergio Cairone, consigliere delegato alla Formazione dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Salerno. “Noi siamo a fianco delle imprese – dice Cairone – in particolar modo in questi frangenti, quando esiste la possibilità d’investire in ricerca, innovazione e sviluppo”.