Innovazione: è ispirata a Dante “Divina”, l’avatar che traduce i volti in terzine

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Si chiama ‘Divina’, ispirata al Sommo Poeta, l’avatar che legge i volti per creare terzine composte da un primo, un secondo ed un terzo verso, continuando l’evoluzione della Commedia che ha dato i natali alla lingua Italiana. Il Consiglio regionale della Toscana, in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, celebra i settecento anni dalla morte di Dante con un progetto di intelligenza artificiale e tecnologia avanzata prodotto dal Laboratorio A.S.T.R.O. del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa, ideato e realizzato in collaborazione con Foll.ia Lab e Acas3d, Spinoff dell’Università di Pisa. ‘Divina’ è una riflessione sull’importanza della lingua e della sua diffusione. Un’installazione artistica dove l’individuo è allo stesso tempo generatore e custode dell’innovazione linguistica di fronte ad un panorama, interpretato dalla tecnologia in costante e veloce evoluzione. Ispirati dall’immortale storia della Divina Commedia, dalla sua struttura e dal suo forte legame “matematico”, l’installazione artistica immagina un Dante Contemporaneo riportando la situazione linguistica italiana del XIV secolo al presente. L’opera, sviluppata da un pool di ingegneri, makers e dall’artista digitale BluPXLs, unisce insieme un secolo di tecnologia in un dialogo inedito e apparentemente impossibile che comincia grazie alla presenza umana. Un sensore di depth scanning del 2021 e una telescrivente del 1940 collaborano insieme a 30 televisori, una stampante, un videogioco e 5 computer in una mediazione linguistica a base binaria. La ricerca della radice del loro linguaggio ne permette la comprensione e la relazione altrimenti impossibile andando così a raccontare l’importanza di preservare, conservare e mantenere le radici nel percorso evolutivo e di innovazione.