Inpgi: Brambilla, ‘avrebbe dovuto essere commissariato da tempo’

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Roma, 19 dic. (Labitalia) – “Con riferimento alla vicenda Inpgi appare perlomeno strano che a distanza di anni non sia ancora stato applicato il decreto legislativo 509/94 e le leggi 247/07 e 214/2011. Infatti, sia dal punto di vista tecnico bilancistico sia da quello tipicamente normativo, l’Ente si sarebbe dovuto commissariare da tempo, come accaduto per altri enti previdenziali più grandi e con minori problemi di stabilità finanziaria”. Così Alberto Brambilla, consigliere economico alla presidenza del Consiglio dei ministri e fondatore del Centro Studi Itinerari previdenziali, interviene così sulla crisi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti.

“Non avendo prospettive di tenuta dei conti per i prossimi 30 anni l’Inpgi, che è l’unico ente sostitutivo del regime obbligatorio (Ago) per lavoratori dipendenti, proprio per garantire un futuro più sereno sia agli attuali pensionati sia agli iscritti attivi, dovrebbe confluire nel fondo Fpld (fondo pensione lavoratori dipendenti) dell’Inps, con un trattamento identico agli altri lavoratori, anche per ciò che riguarda la contribuzione e gli ammortizzatori sociali”, aggiunge Brambilla.

E riguardo all’ipotesi (“unica nel panorama previdenziale”, sottolinea il professore) di far confluire nell’Inpgi “in modo coatto i comunicatori, che nulla hanno a che vedere con gli enti privatizzati, obbligatori per i soli iscritti agli ordini, è semplicemente non praticabile, perché complicherebbe la vita alle imprese, che si troverebbero a gestire le relazioni con due enti”, aggiunge Brambilla. “Ma soprattutto, questa ipotesi non è praticabile per i comunicatori, che nell’Inps hanno le maggiori certezze mentre in Inpgi, se non cambiano le norme del 509/94, correrebbero il rischio di vedersi tagliate le prestazioni. Rischio che potrebbero correre anche gli attuali pensionati Inpgi”, conclude Brambilla.