Inps in attesa della svolta su Opzione donna

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Il regime pensionistico sperimentale donna, cosiddetta Opzione donna, all’attenzione dell’Inps. Si tratta di un regime sperimentale che consente alle Il regime pensionistico sperimentale donna, cosiddetta Opzione donna, all’attenzione dell’Inps. Si tratta di un regime sperimentale che consente alle lavoratrici di decidere entro il 31 dicembre 2015, se in possesso dei prescritti requisiti anagrafici e contributivi, se optare o meno per la liquidazione del trattamento pensionistico di anzianità secondo le regole di calcolo del sistema contributivo. Il provvedimento è stato introdotto dall’Articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243 e s.m.i. ed in pratica permetteva alle donne lavoratrici che entro la data del 30 novembre 2014 avessero almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età – 58 per le lavoratrici autonome – di andare in pensione, entro il 31 dicembre 2015, ma con l’assegno calcolato interamente con il metodo contributivo. Un regime complesso Non poche le richieste di chiarimenti giunte dalle sedi periferiche dell’Inps, tanto che i vertici dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale hanno deciso di diffondere un messaggio chiarificatore. “La pensione di anzianità, – si legge nella nota – in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi e delle altre condizioni previste dalla legge (cessazione dell’attività di lavoro subordinato e apertura della c.d. finestra), decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda”. Quindi coloro che raggiungono i requisiti utili a comportare l’apertura della finestra della pensione di anzianità in regime sperimentale entro il 31 dicembre 2015, possono presentare domanda nei termini previsti dalle disposizioni vigenti nelle diverse Gestioni previdenziali, “fermo restando la cessazione del rapporto di lavoro subordinato al momento della decorrenza del relativo trattamento pensionistico. Di conseguenza, ai fini dell’accesso alla pensione di anzianità in regime sperimentale non è richiesta la presentazione della domanda e la cessazione del rapporto di lavoro subordinato alla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi”. La prima applicazione di Opzione donna Per la prima volta dalla sua introduzione (2004) Opzione donna trova una reale applicazione. Ciò è dovuto anche al fatto che con il precedente sistema pensionistico poteva essere scarsamente vantaggiosa dato il calcolo della pensione sul sistema contributivo e non retributivo, con una penalizzazione che si aggira intorno al 15-20%. L’Inps ha limitato l’applicazione di questo regime con due circolari del 2012, tagliando fuori ogni lavoratrice che maturi i requisiti a partire dal 1 dicembre, ma la riforma Fornero ha causato un picco di richieste visto l’innalzamento dell’età pensionabile: molte donne rischiavano di trovarsi per molto tempo senza lavoro e senza pensione. E’ possibile che Opzione donna venga prorogato, la palla adesso passa all’Inps e alla Legge di Stabilità, per fronteggiare la situazione che si è venuta a creare.