Intelligenza Artificiale, la posizione di Michael Dukakis

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Michael Dukakis, l’ex governatore del Massachusetts e ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti, da un paio d’anni interviene instancabilmente nel dibattito sull’intelligenza artificiale nel tentativo di garantire che questa tecnologia, in rapida crescita globale, sia utilizzata in modo responsabile dai governi di tutto il mondo.

“La mia preoccupazione è correlata ad un uso deviato di queste tecnologie ed alla necessità di assicurarsi che gli utilizzi più critici siano controllati a livello internazionale” ha dichiarato recentemente Dukakis che, dopo aver lasciato la politica nel 1991, ha insegnato presso le università nel Massachusetts.

Certamente non l’unico a mantenersi su queste posizioni, Dukakis ha lanciato una campagna mondiale di sensibilizzazione sul tema dell’AI invocando la rapida adozione non soltanto dell’opportuna regolazione da parte dei policy-maker ma anche di una sorta di patente AI attraverso la quale attribuire ruoli e responsabilità a chi si occupa a qualsiasi livello dell’argomento… Dai professori dell’università sino agli startupper del garage accanto.

L’85enne Dukakis per allargare il dibattito a livello mondiale ha ancge co-fondato Artificial Intelligence World Society, un progetto che mira a riunire scienziati, accademici, funzionari governativi e leader del settore per mantenere l’intelligenza Artificiale (AI) una forza al servizio degli interessi dell’umanità ed evitare che si possa evolvere in una tecnologia che un giorno potrebbe schiavizzare i suoi stessi creatori. Il co-fondatore dell’organizzazione è Nguyen Anh Tuan, un importante matematico vietnamita fondatore del primo Internet provider e del primo giornale online del suo Paese, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2007.

La nuova organizzazione di Dukakis ha tenuto recentemente una conferenza internazionale ad Harvard ed ha proposto che le Nazioni Unite istituiscano un organismo, sulla falsariga dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, per perseguire accordi globali tra governi che prevedano l’uso dell’AI solo per scopi costruttivi.