Intelligenza Artificiale per la lotta al Covid: una startup italiana lancia “Record”

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Si chiama Record ed e’ un sistema di Natural Language Processing in grado di abbattere il tempo necessario a trovare le informazioni sul Covid-19 per le migliaia di ricercatori che in questo momento se ne stanno occupando nel mondo. Meno tempo per trovare risposte, piu’ tempo per avvicinarsi alle soluzioni, in particolare il vaccino. A metterlo a punto sono stati Indigo.ai – la start up italiana specializzata nella progettazione e costruzione di assistenti virtuali, tecnologie di linguaggio ed esperienze conversazionali – e il Centro Medico Santagostino – rete di poliambulatori specialistici completi, la prima in Italia a sperimentare un modello di sanita’ che concilia qualita’ elevata e tariffe accessibili”.”Lo spunto e’ arrivato dal bando- spiegano i promotori – ‘CORD-19 – COVID-19 Open Research Dataset Challenge’ indetto dall’Allen Institute for AI in partnership con Chan Zuckerberg Initiative, Georgetown University’s Center for Security and Emerging Technology, Microsoft Research, IBM, National Library of Medicine – National Institutes of Health e in coordinamento con l’ufficio di Politiche di Scienza e Tecnologia della Casa Bianca al fine di sostenere la ricerca intorno al Coronavirus e aiutare a trovare un vaccino il prima possibile. La richiesta e’ la creazione di sistemi di data mining che aiutino gli studiosi ad aggiornarsi in tempi rapidi sui temi specifici di interesse, senza dover leggere centinaia di pagine ogni giorno, all’interno degli oltre 195mila articoli scientifici sul COVID-19, SARS-CoV-2, e gli altri tipi di Coronavirus. Un dataset in continuo aggiornamento perche’ si tratta di un tema nuovo, su cui quotidianamente si producono articoli, analisi, studi”. “Record e’ nato da una sinergia fruttuosa,- precisano- in cui Indigo.ai ha sviluppato la tecnologia di intelligenza artificiale e il Centro Medico Santagostino ha supportato la parte di apprendimento dell’A.I. mettendo a disposizione un team di esperti, per verificare che le informazioni scientifiche individuate dall’A.I. fossero effettivamente corrette. Ad oggi, Record e’ in grado di trovare le informazioni pertinenti alle richieste dei ricercatori nell’80% dei casi”.