Interventi assistiti con animali (IAA), l’approccio One Health nella review di Giordano, Liguori e Paciello

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Un lavoro che spiega l’interazione uomo-animale negli interventi assistiti dagli animali (AAI), soffermandosi sui rischi di zoonosi da un lato e sui benefici e le direzioni future dall’altro. Il tutto nel solco di un approccio sanitario unico. E’ l’obiettivo della review dal titolo “Human-Animal Interaction in Animal-Assisted Interventions (AAI)s: Zoonosis Risks, Benefits, and Future Directions—A One Health Approach”, recentemente pubblicata da Liguori G., Costagliola A., Lombardi R., Paciello O. e Giordano A.

Il focus
Il testo sintetizza le attuali evidenze scientifiche relative presenza di patogeni per definire lo stato dell’arte sugli interventi assistiti con animali (IAA) e, tanto, anche attraverso un’attenta analisi dei benefici e delle nuove sfide, offrendo spunti di discussione sui possibili sviluppi futuri, in un’ottica di salute e di sicurezza negli IAA e nel rispetto dell’approccio One Health. Le terapie assistite con gli animali (TAA) e le attività assistite (AAA) con gli animali sono state implementate negli ospedali come nei centri di riabilitazione. L’efficacia degli IAA si basa su interazioni interspecifiche tra animale e paziente e sarebbe influenzata da diversi fattori, quali ad esempio il temperamento dell’animale cosi’ come del coadiutore, da un’adeguata selezione delle specie animali da adottare, da un protocollo educativo appropriato per gli animali, dal rapporto tra il coadiutore e l’animale e dalla relazione tra l’animale, i pazienti e i membri del gruppo di lavoro. Gli IAA producono svariati benefici nei pazienti coinvolti anche se potrebbero esporli alla trasmissione di agenti patogeni (zoonosi). Pertanto, la salvaguardia del benessere animale, quale approccio medico preventivo è finalizzato a ridurre eventuali incidenti e/o la trasmissione di zoonosi, con implicazioni per la salute e il benessere umano e animale. Per tale ragione, gli autori propongono una sinergia tra veterinari, i professionisti della sanità pubblica e gli epidemiologi, finalizzata alla prevenzione della trasmissione delle malattie zoonotiche, per salvaguardare la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, sempre in un’ottica One Health. Gli IAA e più specificatamente le TAA, e le AAA in ambito sanitario, necessitano di un approccio multidisciplinare/intersettoriale tra le diverse figure professionali sanitarie che, ciascuna secondo le proprie competenze, lavora in un team specializzato per la prevenzione ed il controllo delle zoonosi, la salute e il benessere delle persone, degli animali coinvolti e dell’ambiente. Inoltre, gli autori suggeriscono di istituire un piano d’azione tra diversi esperti internazionali nel campo degli IAA per formulare procedure igienico-sanitarie-comportamentali standardizzate, finalizzate a stabilire certificazioni sanitarie e comportamentali univoche per tutti gli animali che effettuano TAA e AAA nel settore sanitario.

L’aspetto curativo degli animali
In quest’ottica il professor Giordano ha affermato: “L’aspetto curativo degli animali è piuttosto noto e, in ambito oncologico, gli animali, infatti contribuiscono a migliorare l’efficacia delle terapie farmacologiche. Mi auspico che in futuro ci sia un incremento dell’utilizzo degli animali negli ospedali e altre strutture sanitarie”.
La dott.ssa Liguori ha aggiunto: “L’impiego degli animali in vari ambiti terapeutici determina non solo una migliore risposta del paziente ma spesso concorre alla riduzione dell’uso dei farmaci. Sarebbe auspicabile che gli IAA vengano annoverati tra i Livelli essenziali di Assistenza (LEA) ovvero diventino un servizio erogato gratuitamente ai cittadini”.

Il professor Paciello ha concluso: “La review sottolinea la necessità di una stretta sinergia tra medici veterinari e gli altri professionisti della salute nell’ottica della One-Health e del nuovo approccio di sanità circolare, sia per prevenire le malattie infettive che per aiutare a curare le patologie oncologiche e cronico-degenerative”.