Interventi non ordinari per il Sud. Savona: La mia ricetta in otto punti

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Una ricetta in otto punti di interventi “non ordinari” per trasformare il Mezzogiorno “da vagone di coda a locomotiva” dello sviluppo del Paese. A proporle nel corso dell’iniziativa promossa dal Denaro e dalla Fondazione Matching Energies nell’ambito della rassegna economica Napoli 2020, è l’economista Paolo Savona. Che spiega: “Non dobbiamo far mancare gli interventi ordinari necessari per controllare il disagio sociale finché non si riesca a beneficiare di interventi “non ordinari”, ossia innovativi, per certi versi rivoluzionari, rispetto a quelli del passato, che abbiamo individuato in otto categorie“. Si tratta nello specifico “della creazione di una Scuola di Formazione della classe dirigente meridionale e riporti il Formez nel Sud; della creazione di una Scuola di management turistico e culturale nel sito reale di San Lucio; della creazione di “navi della conoscenza” del tipo sperimentato nelle favelas brasiliane per un’azione di educazione, istruzione e formazione per via informatica; di “Tolleranza zero” del tipo sperimentato dal Sindaco Giuliani a New York per la microcriminalità accompagnato da un’azione educativa del cittadino per convincerlo dell’interesse personale al rispetto della “regola della legge”; dell’elaborazione di un parco progetti che chiuda in rete tutti i servizi del Mezzogiorno con il resto d’Italia e d’Europa collochi la società e l’economia meridionale in un sistema “aperto”. Tra questi il bisogno di reti marittime, ferroviarie e informatiche sono molto sentiti dalla popolazione e assolutamente necessarie per abbattere le diseconomie esterne all’operare nel Mezzogiorno“. Gli ultimi due punti riguardano l'”inquadramento di questo parco progetti, sotto il coordinamento di un’Agenzia diretta da un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nell’ambito del Piano Junker e della nuova politica monetaria della BCE (il QE) finalizzandolo alla rimozione dei dualismi e accompagnata da una politica fiscale parametrata ai divari di reddito pro-capite; l’attivazione dello “sportello unico” più volte promesso che non funga solo da raccoglitore e passacarte delle domande ai poteri decisionali effettivi e frammentati, ma sia il punto di riferimento e di decisionale finale di qualsiasi iniziativa economica; la creazione di un Centro di analisi, proposta e verifica del buon funzionamento del credito bancario e finanziario meridionale finalizzato al sostegno dell’attività produttiva nel Mezzogiorno“. Tutte queste iniziative, dice Savona, “non presentano vincoli ostativi di tipo finanziario, ma richiedono una diversa destinazione di stanziamenti già disposti in Italia e in Europa e un diverso orientamento delle provvidenze disposte dalla Bce nel quadro delle politiche di Quantitative Easing“.