Intesa Sanpaolo deposita in Consob l’esposto sulle offerte di Mps per Banco Bpm e Banca Generali. Ca’ de Sass ha inoltrato all’authority una serie di “osservazioni e considerazioni” sulle “criticità emerse”, con l’obiettivo, riferiscono fonti vicine al dossier, di “tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti” e di evidenziare “la necessità del rispetto della normativa vigente”, in particolare in tema della “passivity rule”. Il primo filone riguarda le modalità di comunicazione al mercato delle operazioni, la cui approvazione da parte del cda del Monte, lo scorso 20 agosto, è stata anticipata il 19 agosto da indiscrezioni di stampa sulle quali la banca non ha preso posizione. I rumor si sono susseguiti anche durante il consiglio e solo il giorno seguente, prima dell’apertura di Borsa, sono arrivati i comunicati ufficiali. Il secondo filone riguarda la passivity rule: a Mps viene imputata un’interpretazione molto “estensiva” della norma, con la convocazione dell’assemblea solo il 29 ottobre, a distanza di oltre due mesi dall’annuncio delle ops. Alla Consob – destinataria di un esposto di una trentina di pagine – è stata sottoposta un’interpretazione secondo cui il via libera dei soci dovrebbe precedere e non seguire il lancio delle offerte.





































