Intesa Sanpaolo, patto con il commissario della Zes: 1,5 mld per il rilancio del territorio

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in foto Giuseppe Romano e Giosy Nargi

Intesa Sanpaolo e il Commissario Straordinario del Governo della Zes Campania, l’avvocato Giosy Romano, hanno siglato un accordo per favorire nuovi insediamenti produttivi e rilanciare l’economia territoriale. Lo riferisce Intesa Sanpaolo in una nota. “Il protocollo sottoscritto – prosegue il comunicato – ha tra gli obiettivi il supporto agli investimenti sostenibili delle piccole e medie imprese operanti nella ZES regionale, attività di reshoring, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera, corsi di formazionededicati al management delle aziende attive nell’area, iniziative a elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori”.
Le imprese che investiranno nelle aree della Zes regionale potranno beneficiare di incentivi fiscali e di un sistema logistico formato dai porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia oltre che dagli interporti di Nola e Marcianise.
Intesa Sanpaolo metterà inoltre a disposizione Incent Now, la piattaforma digitale frutto della collaborazione con Deloitte, che permette alle imprese clienti di avere informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei nell’ambito della pianificazione del Pnrr.
Per accelerare la crescita dell’economia meridionale, la Banca partecipa sin dal 2017 alla valorizzazione delle Zes del Mezzogiorno per le quali ha predisposto un plafond di 1,5 miliardi di euro per nuovi investimenti. Il Gruppo ha già promosso le Zes presso investitori internazionali con specifiche missioni all’estero, come quelle di Dubai e Pechino, e ha attivato un desk specializzato che offre servizi di consulenza tecnica e finanziaria. Il Pnrr ha inoltre destinato 136 milioni di euro alla Zes Campania.
La collaborazione con il Commissario Straordinario della Zes Campania rientra nell’ambito di Motore Italia, il programma strategico della Banca che prevede finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese sia di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica, sia di rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo, in linea con gli obiettivi del Pnrr.
“Il contesto geopolitico ha determinato uno spostamento delle rotte marittime globali e la valorizzazione delle ZES meridionali permetterebbe di sfruttare la nuova centralità energetica e logistica del Sud Italia – ha spiegato Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. Continuiamo a lavorare con gli stakeholder locali per favorire nuovi investimenti in queste aree e grazie a questo accordo rinnoviamo il nostro sostegno all’intera filiera regionale dell’economia del mare. Mettiamo a disposizione delle imprese del settore nuovo credito e supporti operativi per accelerare la ripresa con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale”.
“Il protocollo è frutto della previsione normativa che attribuisce al Commissario, previa approvazione del comitato di indirizzo, la possibilità di stipulare convenzioni con istituti bancari al fine di fornire ulteriori strumenti di accompagnamento alle aziende che intendono investire in area ZES – ha dichiarato Giosy Romano, Commissario Straordinario del Governo della ZES Campania -. Sono convinto che l’intesa, approvata dal comitato d’indirizzo, costituisca un ulteriore decisivo tassello per la realizzazione degli investimenti nella nostra area. Opere infrastrutturali e sostegno finanziario diretto ed indiretto alle imprese sono principi cardine della Zes”.

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Secondo un’analisi di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia nel 2021 hanno gestito 33,4 milioni di tonnellate di merci, il 15% del Mezzogiorno. Molto importante il peso della Campania nel comparto del trasporto passeggeri (la regione è seconda dopo lo Stretto di Messina) con quasi 5 milioni di persone transitate, tra passaggi locali, traghetti e crociere.
Lo scalo di Napoli, con un totale di 18 milioni di tonnellate,mostra una distribuzione della tipologia di merci piuttosto omogenea. La quota più rilevante (37%) è dei container con 6,6 milioni, mentre le rinfuse liquide registrano il 31% (pari a 5,5 milioni di tonnellate). Seguono il Ro-Ro, che con 4,5 milioni detiene il 25% complessivo, e le rinfuse solide con il 7%.
A Salerno, invece, è più netta la prevalenza del traffico Ro-Ro e subito dopo si attesta la gestione dei flussi di container, con una minore incidenza degli altri segmenti. Nel complesso sono state movimentate merci per un totale di 15,5 milioni di tonnellate: oltre la metà su navi Ro-Ro (pari a 8,8 milioni di tonnellate) e il 34% in container (ovvero 5,3 milioni).
La funzione del mare è strategica nel trade campano. L’import-export via mare copre, infatti, il 53% del fatturato complessivo con l’estero contro il 36% dell’Italia. La regione importa via mare soprattutto dall’Est Asia e dall’Unione europea, e i suoi prodotti sono diretti principalmente verso il Nord America e verso Paesi europei che non fanno parte dell’Unione. Ai primi posti in entrata ci sono i metalli e i prodotti petroliferi; in uscita i prodotti alimentari e mezzi di trasporto.