La presentazione simultanea di due offerte pubbliche di scambio “a sconto è del tutto inusuale nel mercato, con riflessi sulle concrete prospettive di successo delle offerte stesse: tanto più laddove si consideri che il premio del 12,5% dell’Opas era stato invece criticato nel comunicato stampa di Mps del 16 luglio scorso perchè ritenuto ‘inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano’“. E’ quanto rileva Intesa Sanpaolo nel comunicato diffuso al termine del consiglio d’amministrazione nel quale ha aumentato la componente cash dell’Opas di Mps sempre che gli azionisti non votino il progetto di Luigi Lovaglio in occasione dell’assemblea del 29 ottobre a Siena. Mps, nell’illustrare il proprio progetto, prospetta ai propri azionisti “benefici che deriverebbero da 16 miliardi di euro di distribuzione cash in arco di piano e da 3 miliardi di euro di distribuzione in natura una tantum. Si tratta, tuttavia, di risorse il cui valore è già riflesso nelle azioni che appartengono agli azionisti di Mps: i 16 miliardi di euro sono già previsti dal piano MpsMediobanca e non rappresentano, pertanto, un valore aggiuntivo generato dalle Ops; la distribuzione in natura consiste nell’assegnazione agli azionisti di attivi già presenti nel patrimonio di Mps e già incorporati nel corso del titolo”, prosegue Ca’ de Sass.






































