Intesa Sanpaolo ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena, per un valore complessivo stimato di circa 30,6 miliardi di euro. L’operazione, una delle più rilevanti nel panorama bancario europeo degli ultimi anni, punta a consolidare ulteriormente il sistema creditizio italiano in un contesto di crescente concentrazione del settore.
L’offerta prevede un corrispettivo misto composto da azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo e una componente in contanti pari a 1 euro per azione. In base ai valori di mercato presi come riferimento al momento dell’annuncio, l’operazione incorpora un premio superiore al 10% rispetto alle quotazioni di Mps, con valutazioni che oscillano tra il 12% e il 17% a seconda degli indicatori considerati.
Secondo quanto comunicato dalla banca, il progetto si inserisce nella strategia di rafforzamento dei grandi gruppi bancari europei, chiamati a sostenere investimenti tecnologici, digitalizzazione e nuovi modelli operativi in un mercato sempre più competitivo e integrato.
Le sinergie attese sono significative: a regime, il nuovo perimetro potrebbe generare risparmi e benefici economici per circa 2,9 miliardi di euro l’anno, con un impatto rilevante sia sul fronte dei costi sia su quello dei ricavi. Le proiezioni indicano inoltre la possibilità di utili consolidati superiori ai 16 miliardi entro il 2029 e una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente generosa, tra dividendi e buyback.
Dal punto di vista industriale, l’aggregazione porterebbe alla nascita di un gruppo tra i primi dell’Eurozona per capitalizzazione, con circa 20 milioni di clienti in Italia e una forte presenza nei segmenti del wealth management, del corporate & investment banking e del credito al consumo.
L’operazione comporta anche un impatto rilevante sull’organico: sono previste circa 6.800 uscite volontarie, compensate da un numero equivalente di nuove assunzioni, con un focus sull’ingresso di giovani professionisti.
L’eventuale successo dell’Opas segnerebbe un ulteriore passo nel processo di consolidamento del settore bancario italiano, già da anni al centro di operazioni straordinarie e riposizionamenti strategici. Resta ora da vedere la risposta del mercato e, soprattutto, l’esito dell’adesione degli azionisti Mps.
Le tempistiche dell’operazione
Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro dicembre 2026 ed è subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti.
Intesa Sanpaolo presenterà a Consob il documento di offerta entro 20 giorni di calendario dalla data dell’annuncio (8 giugno). Entro lo stesso termine saranno presentate le istanze e le comunicazioni necessarie per le autorizzazioni preventive, incluse quelle verso:
- Banca Centrale Europea
- Banca d’Italia
- Ivass (per l’autorizzazione all’acquisizione di una partecipazione qualificata indiretta in Generali)
- Autorità competenti in materia di controllo delle concentrazioni tra imprese e degli investimenti esteri, inclusa la Presidenza del Consiglio dei ministri (golden power)
La proposta di delega per l’aumento di capitale al servizio dell’offerta sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria dei soci di Intesa Sanpaolo convocata per il 10 settembre 2026.
Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo delibererà l’aumento di capitale al servizio dell’offerta, in esercizio della delega, nei più brevi tempi tecnici successivi all’ottenimento delle autorizzazioni preventive.
Il documento di offerta sarà pubblicato dopo:
- l’approvazione dell’aumento di capitale da parte del cda
- l’approvazione da parte di Consob del documento stesso, a seguito delle autorizzazioni preventive
Il periodo di adesione sarà avviato dopo la pubblicazione del documento di offerta e avrà una durata compresa tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di borsa aperta, salvo proroga.






































