Intimidazioni a sindaci e consiglieri
1.265 casi in due anni, record al Sud

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Boom di intimidazioni verso gli amministratori locali. Il fenomeno infatti è “in forte crescita”. A snocciolare i numeri il presidente del Senato Pietro Grasso, nel Boom di intimidazioni verso gli amministratori locali. Il fenomeno infatti è “in forte crescita”. A snocciolare i numeri il presidente del Senato Pietro Grasso, nel corso della presentazione della Relazione conclusiva della Commissione di inchiesta istituita presso Palazzo Madama sul fenomeno. L’estensione del fenomeno, riconosce Grasso, “è davvero inaspettata, sotto il profilo della distribuzione territoriale degli episodi di intimidazione e violenza, della loro qualità e intensità, e sotto quello della loro dimensione numerica. Il fenomeno ha indubbiamente portata nazionale, anche se si concentra maggiormente nelle regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia), inoltre in Sardegna e in Lombardia. Il dato numerico è di per se significativo: sono 1265 (870 nel 2013 e 395 nel primo quadrimestre del 2014, con una forte crescita) gli atti di intimidazione considerati, rivolti soprattutto nei confronti di sindaci (per il 45%), e di componenti di giunte e di consigli comunali (per il 40% insieme)“. “Dal 1991 – prosegue il presidente del Senato – sono 254 i decreti di scioglimento di consigli comunali per infiltrazioni mafiose, 81 dei quali riportano episodi di intimidazione e di omicidio. Sono 132 gli omicidi in quarant’anni e 70 i casi di dimissioni che si è accertato essere dovute a intimidazioni, laddove molti altri non sono chiaramente collegabili a violenze e minacce, anche a causa della scarsa collaborazione delle vittime con le autorità giudiziaria e di polizia“.