Intoo, per over 50 poche difficoltà a ritrovare il lavoro

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Milano, 2 mag. (Labitalia) – Over 50? Non è sempre la fascia più in difficoltà a ritrovare lavoro. Parola di Intoo, la società di Gi Group leader nei processi di sviluppo e transizione di carriera che nel 2017 ha supportato complessivamente 2.455 persone in outplacement; 435 dirigenti, 505 quadri e 1.515 candidati tra impiegati e operai che hanno raggiunto una nuova occupazione in circa 6,5 mesi in media e con una percentuale di successo di oltre l’85%.

Se per i dirigenti tale percentuale raggiunge il 92%, gli scostamenti più interessanti in positivo si rilevano per i quadri che si sono ricollocati in 6,1 mesi rispetto ai 6,8 del 2016, mentre i tempi si sono un po’ allungati per i dirigenti (da 6,6 mesi a 6,9), come per impiegati e operai (da 5,9 mesi a 6,2).

Sei candidati su dieci provenivano da multinazionali, con la stessa percentuale hanno ritrovato lavoro in piccole-medie imprese. Quasi la metà dei candidati aveva tra i 40 e i 50 anni.

“Il mercato del lavoro -commenta Cetti Galante, amministratore delegato di Intoo- ripartito per effetto di una concomitanza di fattori, sta offrendo diverse opportunità soprattutto per i livelli intermedi, portatori di know-how tecnico e di capacità manageriali di interesse per la piccola-media impresa protesa con dinamismo a rispondere all’evoluzione incalzante. Tuttavia, è da segnalare come, alla luce della generale transizione alla trasformazione digitale e persistendo anche in grandi realtà dinamiche di riorganizzazioni e centralizzazione di funzioni a livello di headquarter, per tutti, ma più puntualmente per alcune fasce è quanto mai cruciale il tema delle competenze”.

“Dal nostro osservatorio -fa notare- rileviamo, infatti, mediamente più difficoltà per i quarantenni che per gli over 50 sulle cui competenze consolidate permane interesse. Sulle skills e il loro aggiornamento digitale, sarebbe molto importante poter lavorare con consapevolezza in ottica preventiva per restare spendibili prima di tutto all’interno dell’azienda, perché al di fuori è molto più difficile focalizzare da soli quelle su cui lavorare per ritrovare occupazione, considerando che si fatica ancora a valutare profili da ambiti differenti”.

“Ecco perché -sottolinea Cetti Galante- è importante non trovarsi soli ed essere aiutati a ricominciare e, anche se oggi sono per lo più le grandi imprese a offrire il servizio di outplacement ai dipendenti in uscita, nulla vieta al singolo di provare a chiedere alla propria realtà un supporto di questo tipo in caso di necessità”.

Il 45% dei candidati seguiti da Intoo aveva tra i 40 e i 50 anni con un picco fino al 60% nell’estremo Nord Est. Tranne che per i quadri, per i quarantenni i tempi medi di ricollocazione si sono allungati di 2-4 mesi. Uno su tre, il 32% del totale, invece, aveva più di 50 anni; in Veneto è stata la fascia più seguita (il 50% del totale), categoria per la cui ricollocazione è cruciale la disponibilità anche a formule di consulenza o all’avvio di attività microimprenditoriali.

Le persone con più di 50 anni, tuttavia, non si sono rivelate quelle più in difficoltà in assoluto; se impiegati-operai hanno necessitato di 7,4 mesi per rientrare al lavoro, per i quadri i tempi si sono abbassati (da 7 a 6,5 mesi), per i dirigenti sono rimasti in linea (7 mesi circa) rispetto al 2016. E’, anzi, da segnalare il caso di alcuni territori, come la Lombardia, dove gli over 55 hanno registrato tempi in linea con gli over 50 in generale (6,5 mesi) e nel 35% dei casi hanno raggiunto contratti a tempo indeterminato.

Telecomunicazioni, metalmeccanico, alimentare e farmaceutico, con finanziario-assicurativo per Lombardia ed Emilia Romagna, sono stati i settori di provenienza della maggior parte dei profili seguiti. Tra gli ambiti principali di ricollocazione, invece, si segnalano, l’ict, l’elettrotecnico, i servizi BtoB, la consulenza aziendale, il metalmeccanico ad ampio raggio e il farmaceutico, riferendosi ad aziende in prevalenza di piccole-medie dimensioni. Rispetto alle funzioni i candidati ricoprivano per lo più ruoli in ambito amministrativo-finanziario-organizzativo, marketing&comunicazione, sistemi informativi, manutenzione-produzione-R&D, logistica-supply chain. Intoo segnala una mobilità su settori differenti intorno al 60% per figure impiegatizie-operaie per lo più trasversali, e in particolare per profili amministrativi, di back office commerciale-gestione ordini, di custodia e logistica; scarsa mobilità settoriale persiste, invece, ancora su ruoli più alti.

Il canale di ricollocazione di maggior successo per tutte le figure professionali è stato il Networking (63% medio con punte del 73% per i dirigenti) inteso come la capacità di gestire al meglio la propria rete di conoscenze al fine di acquisire informazioni e suggerimenti anche in modo informale, in particolare sulle ricerche di personale che non vengono promosse tramite inserzioni. Grazie al supporto di Intoo le persone sono in grado di massimizzare l’attività di contatto e mappatura del mercato, allargando il proprio bacino di contatti e utilizzando in modo più corretto anche la propria autocandidatura e le società di ricerca e selezione, i canali utilizzati subito dopo il networking.

“Si può ritrovare occupazione -avverte Cetti Galante- riuscendo a fare un importante lavoro su se stessi, identificando le competenze distintive, integrandole e aggiornandole dove necessario per riproporsi nel modo più mirato, indipendentemente dal livello gerarchico”.

“Si chiama -spiega- consapevolezza di mercato ed è una skills che aiuta anche ad adottare un nuovo paradigma in generale; le aziende sono sempre alla ricerca di efficienza e, pertanto, bisogna imparare a valutare bene l’intero pacchetto d’offerta che si riceve, non solo gli aspetti strettamente retributivi, ma anche l’ambiente di lavoro, le opportunità di crescita e i servizi erogati in altre modalità. Senza dimenticare che ciò che conta davvero è ridurre al minimo il tempo di inattività”.