Intrigo internazionale, remake attuale rivisto e aggiornato

Molti dei toni attuali, soprattutto quelli sopra le righe, ricordano quanto accadde nei primi anni ’60 tra gli USA e il contraltare storico degli stessi, l’URSS. Tutto prese il via dalla dislocazione da parte di Mosca di missili nucleari puntati su Washington e altri bersagli sullo stesso territorio. Tutto rientrò grazie alla capacità diplomatica dei leader dei due Paesi, Kennedy e Kruscev, nonché, va da sé, della buona sorte. L’inasprimento dei rapporti tra Russia e Germania ha delle affinità ma anche profonde diversità con i fatti accennati. Premessa: gli attuali leader di quelle nazioni, Putin e Merz, è opinione comune che siano, al confronto con i loro predecessori d’antan, delle copie mal riuscite. Altra nota importante: con quanto è successo nelle ultime ore, sono molto prossime a essere interrotte le relazioni diplomatiche tra quei due Paesi e tanto non preannuncia nulla di buono. Aggiungendo che le stesse erano già fortemente compromesse da qualche tempo e quindi non si tratta di un fulmine a ciel sereno. È in questo contesto che è venuto fuori l’Intrigo internazionale, al cui confronto quello narrato nel film omonimo di Alfred Hitchcock retrocede a film di avventura con l’happy end. Le reazioni seguite ai vertici della UE sono ormai di dominio pubblico, quindi è pacifico che Mosca, con il gioco che le riesce bene – fino a quando? – di lanciare il sasso e nascondere la mano, oltre all’ira di Berlino, si è tirata addosso anche quella di Bruxelles. Da lontano si intravedono segnali di fumo tutt’altro che rassicuranti. Tali comportamenti deprecabili ieri si sono presentati anche sotto altre spoglie. L’Olanda ha iniziato il trasferimento dell’oro di Stato depositato nei forzieri USA nei caveaux di Toronto e Londra. La motivazione ufficiale fornita dal Governo de L’Aia è che, di questi tempi, è più che normale che vengano adottate il più possibile misure di sicurezza anche contro un ipotetico ma comunque possibile trafugamento. In realtà il Governo de L’Aia è legato a quello di Washington fin dalla creazione di quella nuova terra promessa, divenuta di seguito gli USA. Fu l’olandese Peter Stuyvesant a vendere alla gente del posto l’isola di Manhattan. Più probabile è che gli olandesi, da mercanti di alto bordo quali sono ancora tutt’oggi, abbiano fiutato puzza di bruciato nell’economia di quel grande Paese e, non tenendo conto delle rassicurazioni di Trump, abbiano pensato e agito in completa autonomia. Il girotondo dei conflitti di ogni genere è in crescita continua e variegata. Ciò che preoccupa di più è che, all’Intrigo appena accennato, non si può opporre nessun altro rimedio se non una massiccia dose di buon senso. Per il film, all’epoca, bastò qualche coup de théâtre, peraltro ben riuscito.