Invest in Italy e burocrazia zero Parte la caccia ai capitali esteri

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Il Governo vara a breve un pacchetto di misure per attrarre investimenti dall’estero. L’unica vera novità rispetto a Destinazione Italia, il decreto del 2013 che Il Governo vara a breve un pacchetto di misure per attrarre investimenti dall’estero. L’unica vera novità rispetto a Destinazione Italia, il decreto del 2013 che già si occupa di questo argomento, è la creazione di un’apposita società alla quale affidare la gestione dei rapporti con gli investitori e dei conseguenti progetti. Il nuovo soggetto sarà alle dipendenze del ministero dello sviluppo economico e si chiamerà Invest in Italy. Secondo quanto è possibile apprendere a titolo di anticipazione sul decreto che il Governo sta per varare la neo costituita società dopo un’iniziale fase di rodaggio prenderà il posto di Ice e Invitalia, le due realtà che al momento si occupano di commercio con l’estero e rapporti con chi investe in Italia. Obiettivo dieci miliardi di dollari Da questa operazione il Governo spera di ottenere, come ritorno, almeno tre miliardi di dollari di nuovi investimenti e un considerevole incremento dei posti di lavoro. I dati sugli investimenti esteri in Europa assegnano all’Italia un ruolo marginale. Negli ultimi due anni, infatti, nel Belpaese arrivano capitali per complessivi 7 miliardi di dollari, e 14 mila nuovi posti di lavoro, mentre il Regno Unito gestisce un pacchetto di investimenti del valore di 70,3 miliardi di dollari e vede crescere la propria forza lavoro di 122 mila unità. Paesi molto più piccoli dell’Italia, come Polonia, Olanda e Irlanda, attraggono rispettivamente investimenti per 17,3, 10,2 e 7,23 miliardi di dollari. E ancora: gli investitori esteri nel Regno Unito finanziano, nel 2013, 1667 progetti mentre in Italia si arriva a stento a 200. Quattro interventi in più della Finlandia che ha un prodotto interno lordo pari a un nono di quello del Belpaese. Un sistema a zero burocrazia Invest in Italy oltre a gestire i rapporti con gli investitori stranieri coordinerà una serie di misure che il Governo inserirà nel piano per l’attrazione dei capitali dall’estero. Tra gli interventi in corso di approvazione spicca il regime fiscale agevolato per chi investe in Italia e la possibilità di sfruttare specifiche “No Tax Area” che l’Esecutivo pensa di istituire nel Mezzogiorno. Altri due punti fondamentali sono la riduzione dei costi per l’approvvigionamento di energia, che rappresentano da qualche anno un ostacolo insormontabile per chi pensa di portare capitali in Italia, e la creazione di procedure standard per le autorizzazioni. In questo senso si pensa a una profonda revisione delle Conferenze di Servizi, i cui tempi decisionali saranno ridotti. Il Governo, infine, pensa a un intervento sui Tribunali delle Imprese per consentire, agli investitori esteri, di avere certezza sui tempi di definizione delle vertenze in materia commerciale. Fin qui le misure. Poi bisognerà decidere la governance di Invest in Italy e pare che tanto Riccardo Monti, presidente dell’Ice, quanto Domenico Arcuri, numero uno di Invitalia, siano destinati a entrare nel nuovo board. Sul campo hanno maturato la necessaria esperienza.