Investimenti: cosa aspettarsi dai mercati finanziari nei prossimi mesi?

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Sono in tanti a chiedersi fino a quando durerà la fase rialzista dei mercati azionari, soprattutto con segnali sempre più forti legati all’aumento dell’inflazione e alla ripresa economica. Considerando l’indice globale MSCI ACWI, nel 2020 la crescita dell’equity è stata di oltre il 18%, mentre in questa prima parte del 2021 l’incremento è arrivato a quasi il 10%, con un rialzo dal crollo di marzo 2020 ad oggi di oltre il 46%.

Tuttavia la crescita dei mercati sta rallentando, infatti l’aumento nell’ultimo trimestre 2020 è stato di quasi il 14%, mentre nel primo trimestre 2021 l’incremento è stato decisamente più moderato, con quasi il 5% in più rispetto al periodo precedente. D’altronde basta osservare da vicino Wall Street, con lo S&P 500 salito del 13% nell’ultimo trimestre 2020 e di appena il 7% da gennaio a marzo 2021, mentre il Nasdaq è passato da una crescita del 9,5% nel Q4 a un incremento dimezzato nel Q1 2021 del 5%.

I mercati continuano a crescere, dunque, però a un ritmo ridotto rispetto al boom dello scorso anno, per questo motivo è indispensabile ottimizzare la propria strategia operativa e selezionare con maggiore attenzione i titoli su cui puntare. Ovviamente le opportunità non mancano nell’equity, dalle performance record delle banche e delle aziende tech americane dopo la pubblicazione delle trimestrali, alla prestazione al di sopra delle attese di UniCredit su Borsa Italiana, con un occhio alla gestione del rischio e alla diversificazione monitorando.

Come investire in borsa tra crescita economica e aumento dell’inflazione

Lo scenario attuale è sicuramente abbastanza complesso, con diversi fattori di rischio dovuti alla situazione Covid non ancora sotto controllo e al rischio inflazione. In questo contesto, come ci spiega giocareinborsa24 è fondamentale un approccio prudente, puntando su un corretto money management per ottimizzare l’asset allocation scegliendo le asset class giuste. L’obiettivo è avere un portafoglio bilanciato, per affrontare un 2021 all’insegna di una crescita del mercato azionario più selettiva, meno uniforme e generalizzata in confronto al 2020.

Il settore obbligazionario continua ad essere poco attrattivo, con rendimenti dei Treasury a 10 anni sotto l’1,6%, un valore giudicato non in grado di influenzare il mercato. Secondo gli analisti il target da monitorare è il 2%, infatti se la crescita economica degli Stati Uniti dopo i risultati del piano vaccinale (oltre 100 milioni di americani completamente vaccinati contro il SARS-CoV-2) dovesse spingere al rialzo i bond decennali oltre il 2% sarebbe necessario un intervento di adeguamento della strategia finanziaria. In Europa i rendimento sono ben al di sotto di questa soglia, con il BTP a 10anni che rende meno dello 0,9%.

Il focus nel 2021 sono le azioni cicliche, considerate quelle con le migliori prospettive di medio termine e in grado di cavalcare il ciclo economico rialzista. Nel settore tech brillano i giganti americani dopo le trimestrali, tra cui Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft, mentre tra i bancari gli istituti USA hanno sorpreso con risultati nel Q1 al di sopra delle attese per JP Morgan, Goldman Sachs, Wells Fargo e Bank of America. A Piazza Affari è UniCredit a stupire grazie alla prima trimestrale del 2021 che batte tutte le previsioni, con un aumento della raccolta gestita del 17% rispetto al 2020 e ricavi dai servizi di trading raddoppiati in confronto alle stime iniziali, con un CET1 del 15,9% che dimostra l’estrema solidità della banca.

Equity: attenzione alle politiche monetarie espansive e ai tassi d’interesse

Nel contesto odierno non bisogna sottovalutare sono le mosse delle banche centrali, in particolare della Fed, con lo spettro del possibile rialzo dei tassi che rimane un fattore di preoccupazione tra gli investitori, specialmente dopo le parole di Janet Yellen su un probabile aumento dei tassi per limitare il surriscaldamento dell’economia americana. Ovviamente è subito arrivato il dietrofront da parte del presidente della Federal Reverse Jerome Powell, per calmare i mercati e frenare la valanga di vendite a Wall Street avvenuta dopo le dichiarazioni del segretario al Tesoro USA.

Ad ogni modo, prima o poi la Fed sarà costretta a intervenire, una certezza che gli investitori conoscono bene e richiede la massima attenzione, soprattutto dopo un lungo periodo di sostegno ai mercati finanziari da parte della Banca centrale americana con un vero e proprio QE strutturale, il quale va avanti ormai dalla crisi del 2008-2009. Secondo la Federal Reserve l’inflazione salirà quest’anno negli Stati Uniti oltre il target del 2%, tuttavia sarà un aumento temporaneo e non sistemico. Per il momento, dunque, non sono previsti aggiustamenti alla strategia monetaria accomodante, con il via libera per quanti vogliono approfittare di questa fase per investire con maggiore serenità.