Investire nel Venezuela:
un’occasione d’oro

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A cura di Bruno Russo La comunitò più folta di cittadini italo-venezuelani si trova in Puglia, a Corato. Non è un caso, dunque, che proprio A cura di Bruno Russo La comunitò più folta di cittadini italo-venezuelani si trova in Puglia, a Corato. Non è un caso, dunque, che proprio nel centro barese, il neo Console generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarylis Gutiérrez Graffe, ha voluto insediare per una giornata la sede del suo ufficio: un’iniziativa, non solo simbolica, promossa assieme alla neo presidente del Centro Italo Venezuelano di Corato, Rosa Anna Agatino. Nel corso della Giornata consolare sono state sbrigate, tra le altre, pratiche per la registrazione civile, per pensioni. passaporti e visti. Il Civ fu fondato nel 1968, su iniziativa di quattro emigranti coratini: Vincenzo Agatino, Michele Musto, Cataldo Sisto e Diego Tarricone che, al loro ritorno dal Venezuela, diedero vita a un centro culturale senza scopo di lucro o fini politici, con l’obiettivo di diffondere valori, folklore, tradizioni venezuelane e di facilitare l’integrazione anche lavorativa dei venezuelani in Italia”. Ma da allora molto è cambiato. Oggi il Venezuela è un Paese strategico nel comparto petrolifero ed è passato da un’economia prettamente agricola a una in via di industrializzazione. Il Governo cerca di favorire gli investimenti stranieri grazie a una burocrazia leggera: e tante sono le imprese italiane presenti nei settori del greggio, dell’energia idroelettrica, delle infrastrutture, delle ferrovie e delle costruzioni (Alitalia, Astaldi, Eni, Ghella Sogene, Impregilo, Iveco, Lagostina, Pirelli, Trevi Cimentaciones). E’ la cultura però il canale principale attraverso il quale il Paese latino-americano vuole migliorare i rapporti con l’Italia attraverso i servizi consolari. Assai sensibile ai temi sociali, la Console Generale Gutiérrez Graffe è intervenuta di recente a Scampia, alla manifestazione Terra del vento, organizzata dall’Associazione di volontariato ‘I pollici verdi’ con la Parrocchia Sant’anna di Giugliano in Campania. Il modello produttivo venezuelano viene spesso citato dalla Gutiérrez Graffe, convinta dell’efficacia della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Come nel caso della riorganizzazione portuale delle coste venezuelane: “Le azioni per migliorare lo stato di funzionamento di questi porti furono stabilite dagli operai stessi – racconta -; i quali individuarono come priorità strategica quella di far fronte alla crescita del traffico marittimo internazionale e dei volumi di carico che fanno il loro ingresso nei porti pubblici ad uso commerciale del Paese”.