Invitalia vende le quote di Capri e Marina d’Arechi

30

Il piano di dismissione delle partecipazioni negli scali turistici italiani da parte di Invitalia chiama in causa anche la Campania. All’asta, infatti, finiscono il 49 per cento delle quote di Porto Il piano di dismissione delle partecipazioni negli scali turistici italiani da parte di Invitalia chiama in causa anche la Campania. All’asta, infatti, finiscono il 49 per cento delle quote di Porto Turistico di Capri e il 20 per cento di Marina d’Arechi, lo scalo costruito di recente a Salerno dall’imprenditore Agostino Gallozzi. Invitalia mette sul mercato anche le partecipazioni in altri porti italiani: il 100 per cento di Marina di Portisco (Sardegna) e di Trieste Navigando (Friuli Venezia Giulia) e il 51 per cento di Porto delle Grazie (Calabria). Per Capri si stanno muovendo le amministrazioni pubbliche locali. I vertici dei principali Comuni dell’isola, Anacapri e Capri, scendono in campo direttamente per aderire alla manifestazione d’interesse indetta da Invitalia. “Non si tratta di una vera e propria vendita – dice il presidente della società di gestione dello scalo isolano, Emilio Ruotoloma di un sondaggio per individuare possibili interlocutori”. A Capri, però, hanno le idee molto chiare e fanno sapere che “il porto deve restare nelle mani degli isolani”. L’idea è quella di acquisire il 49 per cento che Invitalia mette sul mercato e individuare in un momento successivo imprenditori locali ai quali cedere le azioni o affidare la gestione del porto turistico. Diversa la situazione a Salerno, visto che il Marina d’Arechi è uno scalo ancora in fase di lancio e non ancora inserito in pieno nell’ambito del sistema nazionale della portualità da diporto.