“Io, schiantata a letto dalla Chikungunya”

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Roma, 20 set. (AdnKronos) – di Manuela Montebello

“Avevo dolori fortissimi in tutto il corpo dalla testa alle dita dei piedi, ero paralizzata al letto. Non mi riuscivo a muovere”. Così Claudia F., una ragazza romana colpita dal virus Chikungunya, racconta all’AdnKronos come si è accorta di aver contratto l’infezione nella zona Aurelia della Capitale, mentre i casi nel Lazio, secondo l’ultima rilevazione, sono saliti a 76. “Ascoltavo il telegiornale che elencava i sintomi e ho capito di essere stata infettata”, spiega.

“Il primo giorno – ricorda Claudia che ha avvertito i primi sintomi lo scorso 4 settembre – avevo dolori fortissimi dappertutto, anche alla cute della testa. La schiena e le gambe erano in assoluto le parti che mi facevano più male. Non riuscivo a trovare una posizione nel letto. Dentro di me pensavo devo andare all’ospedale ma ho una bambina piccola e all’inizio ho cercato di reagire”.

“A metà giornata però – continua – mi è salita la febbre a 38 nonostante avessi già preso la tachipirina per attenuare i dolori. Dal giorno dopo sono stata un po’ meglio ma poi è cominciata tutta un’altra serie di sintomi molto fastidiosi: nausea, stomaco bloccato, voglia di vomitare, svenimenti e forti mal di testa”.

“La prima settimana – sottolinea – è la più brutta, dopo si riprendono le forze. Resta ancora un mal di testa nauseante ma tendenzialmente pensi sia finita, in realtà non è così perché c’è la fase 2 in agguato. E’ il rush cutaneo, bolle che ti possono venire dappertutto, a me sono venute sulle gambe, e forte prurito. Dopo l’antistaminico – spiega – passa ma si ripropone finché non guarisci. Io adesso ho ancora prurito”.

“Quando ho capito di avere contratto il virus – racconta Claudia – mi sono allarmata e ho chiamato il medico di base che mi ha mandato direttamente allo Spallanzani dove mi hanno confermato che era Chikungunya. Mi hanno trattenuto in ospedale per farmi le analisi poi, una volta controllata la situazione generale, mi hanno dimesso perché la degenza della malattia si può fare a casa, chiedendomi però di tornare nel caso avessi riscontrato altri sintomi”.

“Mi hanno detto di avere tanta pazienza – dice – perché di solito non si guarisce in breve tempo, gli strascichi si portano dietro per diverso tempo. Io ho avuto una ripresa veloce perché già dal terzo giorno non avevo febbre. Mi ha aiutato tanto il fatto di reagire, di cercare di spronarmi a scendere piano piano dal letto”.

“Ora – continua – ho ancora dolori alla schiena e alle ossa perché possono durare anche mesi, ma considerato quanto sono stati forti il primo giorno adesso sono minimi, molto sopportabili rispetto all’esordio della malattia”. “Certo è – conclude Claudia – che, per quello che si prova se si contrae la Chikungunya, non si può non accorgersi di averla”.