Ipotesi Floro Flores a Bagnoli, Valente: C’è conflitto d’interesse

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In foto Valeria Valente, parlamentare del Pd
“La nomina dell’imprenditore Francesco Floro Flores a commissario per Bagnoli, che la stampa oggi dà per certa da parte del Presidente del Consiglio, fa piombare sulla bonifica del sito e sul suo rilancio urbanistico pesanti dubbi.” Lo dichiara la senatrice Valeria Valente, vicepresidente del gruppo Pd al Senato e segretaria della commissione Giustizia. “Non soltanto – prosegue – per l’assenza nel suo curriculum, pur brillante in altri ambiti, di competenze specifiche nel campo della trasformazione urbana e del governo di processi amministrativi complessi, ma anche per il potenziale conflitto di interessi di cui è portatore nel caso dovesse effettivamente essere chiamato al delicato incarico. Com’è noto, Floro Flores ha rilevanti interessi imprenditoriali nella città di Napoli, avendo preso in gestione lo Zoo e l’Arena Flegrea, entrambi di proprietà dell’ente Mostra d’Oltremare di cui è maggiore azionista il Comune di Napoli. Le perplessità si moltiplicano, poi, nel momento in cui non si tratta della nomina di un amministratore all’interno di un organo collegiale di un’azienda pubblica, ma di un organo monocratico dotato, in virtù di una legge speciale, di rilevanti poteri di decisione a garanzia del pubblico interesse; e nel momento in cui, per giunta, gli interessi dell’imprenditore-commissario si sviluppano in un territorio contiguo al sito di Bagnoli, in un settore industriale, quello del tempo libero, che il master-plan per il rilancio dell’area privilegia con interventi che vedranno necessariamente forme di collaborazione pubblico-privato.” “Desta sconcerto che i cinquestelle napoletani – l’ambiente in cui è maturata la scelta – alla prima vera occasione – si siano immediatamente dimenticati dei loro famosi prinicipi-guida di buona amministrazione, di trasparenza e di competenza sbandierati ogni giorno quando erano all’opposizione. Se il Governo precedente avesse nominato un imprenditore aperto sostenitore del Pd e in evidente conflitto di interessi a un così importante incarico pubblico, non sarebbe bastata l’Anac, sarebbero ricorsi all’Onu”, conclude Valente.