Iran e Russia, l’export italiano alla prova del rischio sanzioni

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Le sanzioni economiche non sono destinate a scomparire, anzi saranno un’eventualità sempre più ricorrente negli affari e nel commercio internazionale. Le imprese italiane dovranno prepararsi a convivere con sistemi sanzionatori sempre più complessi e articolati. Conoscere le sanzioni, gestire i meccanismi giuridici della “compliance”, analizzare, prevenire e gestire il rischio paese rappresenteranno le nuove frontiere della competitività nei mercati difficili. Soprattutto se l’Italia, gli Usa e l’Europa si troveranno a divergere sulle principali questioni strategiche globali e della sicurezza internazionale. Queste le principali considerazioni emerse dalla prima edizione di “A World of Sanctions” convegno internazionale svoltosi il 12 aprile ed organizzato da Zeno Poggi Consulenze, dal Centro Studi per l’Estero Vicino (CeNASS) e da BPER Banca e che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Tesoro Americano (Office of Foreign Assets Control), dell’Unione Europea e di tutti e tre i Ministeri italiani che si occupano di sanzioni internazionali (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Economia e Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico).
L’evento, ospitato dal Centro Studi Americani, e che ha ottenuto i patrocini del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, di Unioncamere Veneto e del Club dei Diplomatici Commerciali, ha visto la partecipazione di oltre duecento persone, di cui il 40% imprenditori. Molto forte la presenza di banche e assicurazioni e delle Ambasciate estere in Italia, tra cui quella russa e quella ucraina.
“Le sanzioni economiche di nuova generazione – spiega Zeno Poggi, Direttore Generale di ZPC – sono divenute uno strumento coercitivo molto efficace, Nei confronti della Federazione russa le sanzioni sono responsabili di almeno un quarto della caduta del PIL, mentre nel caso dell’IRAN hanno prodotto un crollo nell’interscambio commerciale con l’Italia di 6 miliardi di euro.
Quest’efficacia vuol dire che le imprese saranno sempre più chiamate dai governi a divenire parte attiva dei sistemi di sanzioni”.
“Più conflitti, meno guerre, più sanzioni” afferma Paolo Quercia “è il futuro che ci aspetta a medio termine in un quadro geo-economico che sarà sempre più caratterizzato da un crescente rischio sanzioni per le imprese. I conflitti futuri vedranno sempre meno l’impiego massiccio e diretto dello strumento militare e sempre più l’uso coercitivo degli strumenti economici e finanziari”.
“Da sempre il Legislatore ha attribuito alle banche compiti di controllo e di comunicazione di particolari tipologie di transazioni finanziarie – ricorda Michele Pisani, Responsabile del Servizio Antiriciclaggio di BPER Banca – e ciò accade anche per il sistema sanzionatorio internazionale, nel cui ambito è compito fondamentale delle banche l’adeguata verifica della clientela e delle informazioni relative alle operazioni finanziarie, al fine di accertarne la conformità rispetto alle prescrizioni di legge. Ovviamente la piena conformità alla normativa da parte delle banche si riflette positivamente sui propri clienti, che possono ragionevolmente confidare sulla regolarità del proprio operato.” Zeno Poggi Consulenze • CeNASS Centro Studi per l’Estero Vicino • BPER Banca
Tra i guest speakers che si sono susseguiti al convegno di “A World of Sanctions” vi sono stati Brian O’Toole, Senior advisor del Presidente dell’OFAC del Tesoro USA, David Mortlock, ex Consigliere del Presidente Obama per le Sanzioni economiche (National Security Council), Giuseppe Maresca, Direttore Generale Ministero Economia e Finanze e Massimo Gaiani, Direttore Generale Mondializzazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Francesco Fini (Servizio Esterno della UE), responsabile unità sanzioni nel team della Mogherini.
Il Direttore Generale GAIANI ha offerto una panoramica della policy italiana sulle sanzioni, che “si inquadra in un più ampio approccio multilaterale, nell’ambito del quale l’Italia aderisce e contribuisce attivamente all’azione per la pace e la sicurezza internazionale condotta dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea” . Come evidenziato dal Direttore Generale, “le sanzioni devono essere intese come extrema ratio e formulate secondo parametri di gradualità, proporzionalità, reversibilità e non retroattività, in sintonia con la loro finalità non punitiva, bensì preventiva e persuasiva”.
A fronte del successo dell’iniziativa la società Zeno Poggi Consulenze ed il Centro Studi per l’Estero Vicino – CeNASS, hanno annunciato di essere al lavoro per costruire un partenariato sul tema delle sanzioni, unendo la consulenza per l’internazionalizzazione con l’analisi del rischio paese e geopolitico, per fornire servizi informativi, di analisi e di consulenza strategica sempre più accurati ed efficaci. In quest’ottica di collaborazione, il convegno “A World of Sanctions” sarà trasformato in un appuntamento annuale, con l’obiettivo di diventare il principale evento italiano d’incontro B2B sulle sanzioni economiche, mentre sono in corso di elaborazione gli specifici servizi d’analisi, informazione e consulenza dedicati al tema sanzioni per le imprese italiane.