Ischia, la sfida di Aenaria per il rilancio dell’Isola verde

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Nelle acque di Ischia, il rinvenimento di Aenaria sommersa
La scoperta di un’area archeologica subacquea nei pressi del castello Aragonese, ulteriore occasione per il rilancio turistico e culturale della isola che c’è.
Sorprende Aenaria, antica città romana sommersa e ritrovata dopo circa 2000 anni nell’incantevole baia di Cartaromana. Una culla di civiltà originaria da cui trarre linfa, anche in risposta agli eventi del sisma di questa estate, e renderla volano di sviluppo economico e sociale del territorio insulare.
Non è un caso che a testimoniarne l’importanza, l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno propone a breve una visita, un “press tour”, nei cinque giorni dedicati a “Un mare di cultura” dal 9 al 13 ottobre, dove tra le meraviglie archeologiche subacquee nelle Aree Marine Protette, protagonista della conferenza stampa di chiusura al Castello Aragonese, sarà il porto romano sommerso di Aenaria con le sue ultime acquisizioni.
Una realtà che si sta rivelando impresa di ampio respiro, grazie alla passione e alla competenza di “gente di mare” cui non manca capacità di visione, e al lavoro attento e scrupoloso di esperti sul campo.
In questo spicchio di paradiso racchiuso tra il Castello Aragonese e gli scogli di Sant’Anna, un’armonia di bellezze paesaggistiche e ritrovamenti archeologici intorno al Borgo di Ischia Ponte.
Da quando nel 2011 un gruppo di giovani ischitani della Marina di Sant’Anna hanno proposto al’AMP di avviare, sotto la regia della Soprintendenza archeologica di Napoli, gli scavi subacquei, il progetto di ricerca non ha mai smesso di evolversi. Un progetto singolare e affascinante, come rivela Michael Day ai lettori inglesi nel reportage dell’Indipendent. E così dalle prime scoperte della città portuale di Aenaria insediamento romano sull’isola, a seguirle in prima linea l’archeologa subacquea Alessandra Benini coadiuvata dall’ineccepibile squadra della Cooperativa Ischia Barche col suo timoniere Giulio Lauro e della Marina di Sant’Anna, l’obiettivo di ricostruire la storia e l’antica topografia dell’area non trova interruzione.
La sfida del team è quella di divulgare le scoperte scientifiche attraverso visite guidate e multimediali, dove il fruitore entra in contatto con i ritrovamenti di reperti unici: una cassaforma in legno in perfetto stato, frammenti di imbarcazioni, lingotti e scarti di lavorazione del piombo, tessere di mosaico, fregi architettonici, il ceppo in piombo di un’ancora romana e materiale ceramico, databile tra il II secolo a.C. e l’VIII d.C. Reperti in attesa di essere accolti nel futuro spazio espositivo Museo Aenaria della Torre Guevara di Michelangelo, e che testimoniano la presenza di un porto attivo di scambi commerciali e di una villa marittima, attribuendo al sito non solo una antica destinazione portuale ma anche abitativa, probabilmente distrutte dai successivi eventi sismici.
Chi scrive si è trovata di fronte ad un esempio virtuoso di storia familiare e imprenditoriale, basato sul binomio turismo e cultura, capace di sostenere il polo di attrazione archeologica anche con nuove opportunità di impiego per i giovani, non solo legate all’attività stagionale dai sei agli otto/nove mesi.
Una storia che parte da lontano e che ha il suo fulcro nel rapporto con il mare. Si parla di due generazioni marinare della zona della Mandra. La prima, intorno alla fine degli anni ’80, decide di diversificare l’ attività della pesca, non più redditizia, e con coraggio ed intuito, si costituisce in cooperativa, la Ischia Barche, per svolgere assistenza all’ormeggio, noleggio, trasporto passeggeri e lavori subacquei. Attività che oggi si affiancano alle attività turistico culturali della Marina di Sant’Anna, costituita dai figli.
Indimenticabile la visita guidata sulla motobarca dal fondo trasparente, anticipata dalla proiezione nella sala multimediale di “Navigando verso Aenaria” (nome anche di una collana di libri per i più piccoli) , per ammirare ad occhio nudo sotto il mare i ritrovamenti archeologici e le specie biologiche sottomarine, illustrate dagli accompagnatori specializzati per grandi e piccini.
Una visita che ha riscosso grande successo, se si pensa che nell’ultimo anno ha captato circa 4000 presenze.
Un aspetto che fa onore a tutto il progetto è l’ autofinanziamento dell’itinerario.
Nel raccontare questa storia di vocazione imprenditoriale che parte dalla riconversione della pesca, ancora in divenire, non si può che pensare al potere e alla forza attrattiva e magnetica del mare.
Come dice Baricco, “Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama”.
Di sicuro questi uomini ischitani hanno risposto, nella loro meravigliosa isola.
Ischia, la sfida di Aenaria per il rilancio dell'Isola verde