Istat, spese per i consumi: si riduce il divario Nord-Sud

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Nel 2018 nel Nord-ovest sono stati spesi per i consumi delle famiglie, mediamente, in termini assoluti, circa 800 euro in più che nelle Isole, e cioè il 38,6% in più in termini relativi, ma il divario scende sotto il 40% per la prima volta dal 2009, nel 2017 era al 45%. Questi i primi dati diffusi dall’Istat relativi alle spese alla spesa per i consumi delle famiglie in ambito territoriale. L’istituto di statistica ha rilevato che anche nel 2018 sono stati osservati divari territoriali noti, le cui origini andrebbero ricercate in diversi fattori di natura economica e sociale: redditi, prezzi al consumo, abitudini e comportamenti di spesa. A pesare di piu’ sulle spese delle famiglie nel Sud e nelle Isole, dove le disponibilità economiche sono generalmente minori, le voci destinate al soddisfacimento dei bisogni primari, quali ad esempio quelle per i beni alimentari: rispetto alla media nazionale, 18,0%, la quota per la spesa alimentare e’ stata il 22,9% nel Sud e il 21,3% nelle Isole, mentre nel Nord-est si e’ fermata al 16,0%. Le regioni con la spesa media mensile piu’ elevata sono state Lombardia, 3.020 euro, Valle d’Aosta, 3.018 euro, e Trentino-Alto Adige, 2.945 euro; in particolare, nel Trentino-Alto Adige sono state registrate, rispetto al resto del Paese, le quote piu’ elevate di spesa per Servizi ricettivi e di ristorazione, 6,2% contro il 5,1% di media nazionale, e per Beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura, 6,1% contro il 5,0%. La Calabria si e’ confermata la regione con la spesa più contenuta, pari a 1.902 euro, 1.118 euro meno della Lombardia, seguita dalla Sicilia, 2.036 euro mensili. In Calabria la quota di spesa destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche ha raggiunto il 23,4%, l’incidenza piu’ alta dopo quella registrata in Campania, 23,8%.