Istruzione, è battaglia contro l’uso del cellulare in classe: la lettera dello studio Vizzino

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No al cellulare in classe: la risposta al ministra Valeria Fedeli che nei giorni scorsi aveva ipotizzato l’utilizzo dello smartphone per uso didattico (“Se guidati da insegnanti preparati e da genitori consapevoli i ragazzi potranno imparare attraverso un media che gli è familiare: internet”) arriva direttamente da uno studio legale partenopeo. Si tratta di quello degli avvocati Riccardo Vizzino e Maria Augusto, che, in collaborazione col Dott. Pasquale Fornaro, specializzato nelle professioni legali e l’osservatorio “diritto alla salute e tutela del cittadino”, hanno indirizzato una lettera ai massimi rappresentanti del Governo e delle Regioni Campania e Basilicata per sottolineare i pericoli dell’uso del cellulare non solo dal punto di vista della salute fisica ma ma anche di quella mentale, soprattutto in soggetti più a rischio, come i minori. 

“Con la presente – si legge in ultimo nella lettera – quale costituzione in mora, si chiede al presidente della Camera dei deputati, al parlamento complessivamente considerato, al presidente del Consiglio dei ministri di promuovere una mozione di sfiducia nei confronti della on. ministra Fedeli per le opinioni e dichiarazioni espresse, rappresentative di una palese violazione della tutela e protezione dei minori nell’ambito della formazione culturale”. All’on. Ministra Fedeli si fa l’invito “di non apportare alcun tipo di modifica alla normativa vigente in materia di limitazione dell’uso del cellulare da parte dei minori durante le ore di frequenza scolastica”. Ai presidenti delle Regioni Campania e Basilicata di “assumere una posizione in merito alle dichiarazioni rese dal ministro dell’Istruzione Pubblica, on .le Fedeli e di ostacolare e/o non controfirmare alcuna circolare che autorizzi l’uso del cellulare e/o strumentazione similare da parte dei minori nelle scuole”. La missiva si rivolge anche ai dirigenti scolastici ed ai Responsabili degli Uffici Regionali della Campania e Basilicata con l’invito a “non assumere alcun tipo di circolare interna, applicativa delle intenzioni dell’on.Ministra dell’Istruzione Pubblica Istruzione; di emettere circolari atte al regolare e rigido controllo dei minori sull’uso del cellulare e/o mezzi similari da parte del personale docente” e a “applicare sanzioni, anche disciplinari, a seguito dell’accertamento di violazioni dell’omesso controllo da parte degli insegnanti dell’uso del cellulare e/o strumentazioni similari durante le ore di lezioni”. Ai “genitori ed a tutti coloro che sono a conoscenza dell’uso del cellulare da parte dei minori durante le ore di frequenza scolastica obbligatoria” si chiede “di segnalare e denunciare i comportamenti scorretti e espressione di una violazione della salute alla persona del minore e della correttezza dei metodi di insegnamento”.

La lettera si chiude con una precisazione: “In assenza di ogni riscontro in merito, profilandosi chiare inadempienze e violazioni normative di carattere civilistico che penalistico, non si esiterà ad agire nelle sedi opportune. La questione sarà, altresi, oggetto di una petizione popolare, strumento di democrazia piena e diretta, al fine di porre fine a tale scempio della persona del minore. Si sollecita ogni persona danneggiata a denunciare il fatto lesivo allo scrivente studio legale. A fronte di fenomeni altamente nocivi alla salute sensu latu intesa, non si esiterà a compulsare le competenti Autorità Giudiziarie per la tutela anche risarcitoria dei diritti e degli interessi dei cittadini minori e delle loro famiglie, sia come singoli e come categoria”.