Italia, Camere di commercio all’estero: Fare sistema per promuovere il Belpaese nel mondo

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Ha preso il via a Colli del Tronto (Ascoli Piceno) la 32ᵃ Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero di Assocamerestero – l’Associazione che riunisce le 84 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) – organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche Assocamerestero-collaborazione con Unioncamere e con la Regione Marche, in programma sino al 20 giugno.

Parterre de roi per gli Stati Generali dell’internazionalizzazione ospitati nelle Marche (Associazioni di Categoria, Imprese, Università, Ordini Professionali, Autorità regionali) e visto che le Marche, come diceva Carlo Bo, vivono per aria, anche importanti presenze collegate on air: il Ministro gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto che ha lodato l’organizzazione e l’esperienza marchigiana nelle sfide internazionali e ricordato la collaborazione col Governatore Acquaroli.

Ha seguito gli interventi anche il Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, che ha parlato delle Marche come di “un gioiello non abbastanza valorizzato, forte rete di imprese e luogo focale ed esemplare e adatto ad ospitare la riflessione sull’internazionalizzazione”. A conferma la capacità del sistema camerale (italiano ed estero) di supportare la capacità di penetrazione dei mercati esteri le parole e i numeri portati dal presidente di Camera Marche Gino Sabatini, ideatore della kermesse.

Oltre che dal Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nel governo Lollobrigida, presente con un video saluto, il Governo nazionale è stato rappresentato anche da Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e della Finanza.

Soddisfazione e gratitudine per il governatore delle Marche Francesco Acquaroli che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi e grati di ospitare nella nostra regione un evento così importante: è un grande riconoscimento al valore di tutto il territorio e delle nostre imprese che nonostante le numerose penalizzazioni a livello infrastrutturale continuano a conquistare fette di mercato puntando sulla qualità e le loro eccellenze. Questo per noi è un grande stimolo ad essere sempre più vicini a queste realtà per il tramite delle Camere di Commercio e delle associazioni di categoria. Solo attraverso una sinergia vera e leale tra tutte queste componenti possiamo dare i migliori servizi possibili. Il patrimonio che dobbiamo portare all’estero è fatto proprio dalla nostra autenticità, dall’identità e dalle tradizioni, perché tutto questo ci rende unici al mondo”.

La manifestazione ospitata nelle Marche riunisce i massimi rappresentanti delle 84 Camere di Commercio Italiane all’estero operanti in oltre 60 Paesi del mondo, e costituisce un’importante opportunità per rafforzare i legami tra il sistema della promotion pubblica e i principali interlocutori istituzionali, ponendo le basi non solo per nuove collaborazioni ma anche per lo sviluppo di progetti e iniziative di respiro internazionale.

Il presidente di Assocamerestero Mario Pozza ha spiegato: “Se si vuole dare slancio al nostro Made in Italy e far crescere le nostre imprese, bisogna rendersi conto della realtà e ripensare alle sfide che abbiamo davanti. Ognuno di noi e tutti noi, insieme, come Sistema Paese. Al Governo, alle istituzioni nazionali, a chi opera sui territori e a chi invece è all’estero, sta il compito di concorrere – senza divisioni – al programma di sviluppo dell’Italia e delle sue imprese sui mercati globali. Per essere sempre più forti. Da parte nostra, rinnoviamo la disponibilità di tutto il Sistema delle Camere di commercio italiane nel mondo a metterci al servizio di una organica ed efficace strategia nazionale”.

La cornice entro cui si muove l’azione delle Camere, anche quelle italiane all’estero, è quella del sistema nazionale rappresentato dal presidente di Unioncamere nazionale Andrea Prete che oggi ha spiegato: “Mentre in termini di volumi e di valore nel 2022 l’export italiano è aumentato, tra il 2016 e il 2019 è diminuito il numero delle imprese esportatrici e, in particolare, si è ridotto del 4,3% il numero delle piccole aziende. È proprio questa dimensione di impresa, quindi, che va aiutata ad affrontare i mercati internazionali. Stimiamo siano 45mila le aziende manifatturiere che potrebbero esportare ma ancora non lo fanno. Portarle sui mercati esteri produrrebbe un export aggiuntivo di circa 45 miliardi di euro”.