Italia colpita al cuore

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Il dato in sé era stato anticipato pochi giorni fa a tarda sera. “Potremmo avere un calo del prodotto interno lordo fino al 6%” aveva detto Vincenzo Boccia. Poi anche altri istituti hanno tracciato uno scenario simile: Prometeia ha inserito l’Italia tra i paesi più colpiti dal Covid-19 con un calo del Pil per il 2020 del -6,5%.
Oggi il Centro Studi di Confindustria, nel consueto rapporto di primavera che delinea gli scenari futuri dell’economia, ha ribadito la “tremenda caduta”, una profonda V nell’andamento dei dati economici. Questa si conferma come la crisi sanitaria, sociale ed economica più forte nella storia della Repubblica. L’”economia italiana è colpita al cuore”.
La crisi sanitaria ha raggiunto tutto il globo, ma allo stesso tempo è ancora radicata e ben visibile qui ai nostri occhi insieme a quella sociale ed economica.
Tuttavia, si intravedono nell’analisi anche notizie positive, ed è necessario sottolineare che non è troppo presto per pensare ad ogni mezzo per far ripatire il nostro Paese. Perché se da un lato tutti stiamo aspettando la fine del lockdown che ha limitato enormemente i nostri diritti vitali, dall’altro “ogni settimana in più di blocco normativo delle attività produttive potrebbe costare una percentuale ulteriore di Pil di almeno lo 0,75%”. Il Centro Studi di Confindustria riconosce, senz’altro, il primato della salute nel fronteggiare la pandemia, ricordando i malati e ringraziando i medici “eroi” ma senza dimenticare che “con le imprese a rischio è a rischio l’Italia”. E con esse l’occupazione. Anche se ottimisticamente si prevede una sostanziale tenuta, con una contrazione solo dell’1,5%, nonostante il divieto di licenziamenti introdotto dal Cura Italia.
Come ripartire? “Bisogna agire immediatamente”, avverte Confindustria. Servono, perciò, interventi immediati e straordinari, su scala sia nazionale che europea.
“L’Europa è chiamata a compiere azioni straordinarie per preservare i cittadini europei da una crisi le cui conseguenze rischiano di essere estremamente pesanti e di incidere duramente”. Bene alcune scelte fatte ma solo dopo “balbettamenti assai gravi in questa situazione”: come gli interventi della Bce, la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, le misure sugli aiuti di Stato.
Queste misure – è l’appello – “vanno accompagnate con un cruciale passo in più”: gli Europa-corona-bond. Contraria, al solito, la Germania.
Secondo Confindustria, “le istituzioni europee sono all’ultima chiamata per dimostrare di essere all’altezza della situazione”.
Per la tenuta del sistema economico italiano di fronte alla pandemia sono quattro le proposte di Confindustria: un piano anticiclico straordinario, finanziato con risorse europee; interventi urgenti per il sostegno finanziario di tutte le imprese, piccole, medie e grandi; strumenti di moratoria e sospensione delle scadenze fiscali e finanziarie; un’operazione immediata di semplificazione amministrativa, per rendere subito effettiva l’azione di politica economica.