Italia green? Bene in economia circolare, male in consumo di suolo

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Roma, 6 nov. (AdnKronos) – Bene in economia circolare, agricoltura biologica ed eco-innovazione. Male in consumo del suolo, tutela della biodiversità, decarbonizzazione. E’ la fotografia dell’Italia, tra eccellenze e cadute, nei settori strategici della green economy, contenuta nella Relazione 2018, documento introduttivo degli Stati generali della Green economy (6-7 novembre) presentato nella giornata inaugurale della due giorni verde a Ecomondo (Fiera di Rimini, 6-9 novembre).

Di seguito l’esame settore per settore contenuto nella Relazione. Si parte con la questione emissioni di gas serra. Secondo stime preliminari, nel 2017 le emissioni in Italia potrebbero essere nuovamente cresciute, anche se di poco: negli ultimi quattro anni, con una modesta ripresa economica, il processo di decarbonizzazione in Italia, come anche nel resto d’Europa, sembra essersi fermato.

Sul fronte delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, nell’ultimo triennio, in concomitanza di una modesta ripresa economica, i consumi di energia sono tornati a crescere, passando da 166 a oltre 170 Mtep tra 2014 e 2017, segnalando una difficoltà delle politiche di efficienza energetica. Nel 2017 le fonti rinnovabili soddisfano il 17,7% del fabbisogno di energia. Dopo un periodo di crescita sostenuta tra il 2005 e il 2013, nell’ultimo quinquennio le rinnovabili sono cresciute di qualche frazione percentuale, anche se i dati del primo semestre del 2018, particolarmente piovoso, indicano che finalmente la produzione idroelettrica è tornata a crescere.

Capitolo economia circolare e uso efficiente delle risorse. Per tasso di circolarità, l’Italia, con il 18,5%, è prima fra i cinque principali Paesi europei ed ha una buona produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), per la quale è al secondo posto fra i cinque principali Paesi europei. Nel 2016 sono stati riciclati in Italia 13,55 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 45% e questo mette l’Italia al secondo posto in Europa dietro alla Germania, risalendo di una posizione rispetto al 2014, con un’ottima performance (67%) in particolare nel settore dei rifiuti d’imballaggio. Anche nel riciclo dei rifiuti speciali siamo fra i leader in Europa: nel 2016 sono state riciclate in Italia circa 91,8 Mt di rifiuti speciali, pari al 65% di quelli prodotti.

Per quanto riguarda l’eco-innovazione, secondo l’indicatore Eco-IS (Eco-Innovation Scoreboard) l’Italia con un punteggio di 113 si posiziona al di sopra della media Ue28 di 100, al pari con l’Austria, ma dopo Svezia, Finlandia, Germania e Danimarca.

L’agricoltura biologica nel 2017 ha raggiunto 1,8 milioni di ettari, più 20% rispetto al 2016. Dopo la Spagna, l’Italia è il Paese europeo con la più ampia superficie di agricoltura biologica, davanti alla Francia e alla Germania e aumentano anche le produzioni agricole di qualità certificata che, a fine 2016, hanno raggiunto il valore di 15 miliardi.

Capitolo territorio e capitale naturale. Il consumo di suolo nel 2017 ha continuato ad aumentare al ritmo di 15 ettari al giorno: l’Italia resta fra i Paesi europei con la più alta percentuale di consumo di suolo in relazione alla superficie. Nonostante un patrimonio naturale tra i più importanti al mondo, la spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio in Italia è molto bassa ed è diminuita da 689 nel 2010 a 524,7 milioni nel 2017.

In tema di mobilità sostenibile, l’Italia e il Paese europeo dove circola la quota maggiore di mezzi con alimentazione diversa rispetto ai carburanti tradizionali (benzina e diesel) sul totale dei veicoli, il 12,7%, maggiore di quasi nove punti percentuali rispetto alla Germania. Il dato italiano e sostenuto dalla diffusione della flotta a gas (Gpl/metano), che con 3,16 milioni di veicoli (tra auto, veicoli commerciali leggeri e pesanti) rappresenta il 53% della flotta a gas europea. Ma non va altrettanto bene per i nuovi veicoli ecologici: nella top ten delle vendite del 2017 né nella categoria dei veicoli ibridi né di quelli ibridi plug-in né in quelli elettrici, figura un’auto prodotta in Italia.