Italia-Inghilterra
derby telescopico

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A cura di Roberto Paura Entra nella fase finale il derby tra Italia e Inghilterra per la scelta della sede di SKA, il faraonico progetto per realizzare il più grande radiotelescopio del A cura di Roberto Paura Entra nella fase finale il derby tra Italia e Inghilterra per la scelta della sede di SKA, il faraonico progetto per realizzare il più grande radiotelescopio del mondo, 3000 parabole installate tra Sudafrica e Australia. Lo SKA– acronimo di Square Kilometer Array – avrà il compito di scandagliare l’universo nella lunghezza d’onda della radiazione elettromagnetica, svelando i segreti di giganti cosmici come le pulsar, le quasar, i buchi neri,ma anche i “Fast Radio Burst”, rapidi lampi radio provenienti da miliardi di anni luce di distanza la cui origine è a oggi del tutto sconosciuta. Come un telescopio, un radiotelescopiogode di una risoluzione maggiore quanto più è estesa la sua “lente”. Mettendo in rete tra loro migliaia di parabole su un’area di un milione di metri quadri, ossia un chilometro quadrato (da qui il nome SKA), si otterrà una risoluzione 50 volte superiore a quella dei più potenti radiotelescopi oggi disponibili, a un costo previsto di 1,5 miliardi di euro. Non mancano le difficoltà, sia di natura tecnologica che economica – la Germania ha ventilato la possibilità di ritirarsi dalla collaborazione, che a oggi conta 11 paesi – ma l’Italia vuole giocare un ruolo da protagonista. Per questo ha candidato il Castello Carraresi di Padova come sede centrale del progetto, oggi ospitato provvisoriamente a Manchester. In ballo c’è soprattutto la possibilità di un rilancio della filiera industriale italiana del settore e tanti posti di lavoro per i giovani ricercatori italiani. Per questo l’Istituto Nazionale di Astrofisica ha coinvolto Palazzo Chigi nel pressing internazionale per la scelta di Padova. Il verdetto a fine mese.