Italiani di successo, in casa e altrove

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Nel villaggio (non quello olimpico…) e nei campi il verbo “comparire” è usato, nella maggior parte dei casi, allo scopo di indicare il modo di “fare bella figura”.
Vale a dire un significato del tutto lontano da quello di “apparire all’improvviso”, riportato da molti dizionari. Con riferimento alla prima delle spiegazioni indicate innanzi, è fuori di dubbio che ieri l’ Italia sia “comparsa” a 360 gradi, quindi sulla ribalta del mondo. Senz’altro quella più colorita, quindi più visibile, è stata il successo degli atleti italiani, già definiti la Valanga Azzurra, ai Giochi Invernali di Milano e Cortina. In quel mentre un altro tandem dava lustro al Paese in una sede istituzionale di prestigio quale il castello di Alden Biese nelle Fiandre, in Belgio. In quella riunione plenaria dei 27 rappresentanti dei paesi della UE, oltre all’attuale Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, erano presenti due suoi predecessori, Mario Draghi, che le ha lasciato il posto alla scadenza del suo mandato e Enrico Letta, che fu Primo Ministro ancora prima. I due, il primo la mattina e il secondo il pomeriggio, sono stati relatori dei lavori loro commissionati dalla UE circa due anni fa. Le loro esposizioni non si sono limitate al commento della parte tecnica. Sono state molto più significative perché corredate, ciascuna partendo da punti di osservazione diversi, per dare concretezza al lavoro teorico che esse contengono, sic et simpliciter. Quindi le loro dissertazioni hanno assunto una funzione più ampia della mera esposizione di cifre con eventuali commenti. Si è trattato invece di fornire spunti concreti per l’attuazione della funzione di indirizzo politico, quasi tutte formulate per dare uno scossone ai responsabili di settore di ciascuno dei paesi che compongono la UE. Per completamento delle disamine eseguite ormai in tempi non vicinissimi, i due economisti ancora impegnati a tempo pieno nell’ambiente accademico, partendo da presupposti di genere diverso sono giunti a conclusioni concordanti su quello che può definirsi lo stato attuale dell’ Unione…Europea.
Un dato per tutti dà un’ idea più che precisa delle attuali condizioni della Ninfa: nell’ultimo anno il valore del PIL della stessa è calato di circa il 10%. Ciò significa che le indicazioni fornite dai relatori ormai circa un anno fa, non hanno sortito effetto per il solo motivo di non essere state ancora messe in essere.
Volendo restringere il brodo contenuto nei documenti commentati, emerge che una UE che si possa definire tale, al momento non esiste. È necessario arrivare al più presto al concreto, cioè passare in tempi brevi dalle parole ai fatti. Si cominci con il settore creditizio, procedendo nello stesso tempo con quello tributario. Dopo gli ultimi cambiamenti imposti dagli USA alla NATO, diventerà ancor più necessario attuare un sistema difensivo comune che riferisca a Bruxelles. Il finale, per importanza, può essere confrontato con quello di un’ opera di Rossini: la possibilità per la BCE di potersi indebitare in nome e per conto della UE come entità distinta da quelle con sede nei singoli stati che la compongono. Oltre a diverse altre incombenze da soddisfare, c’è quella che riguarda la tempistica delle azioni appena descritte: è necessario cominciare al più presto a attuare i programmi accennati sopra. Anche perchè, se è vero che chi ha tempo non deve aspettarne altro, a maggior ragione dovrá adottare tale comportamento chi non ne ha a sufficienza. La UE, senza dubbi, è tra questi.