Italmopa: filiera molitoria strategica, servono impegno e risposte

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Roma, 21 set. (Labitalia) – Italmopa – Associazione industriali mugnai d’Italia ha voluto riunire attorno a un tavolo, con un convegno dal titolo ‘Valorizzare le filiere nazionali del frumento tenero e del frumento duro’, le principali associazioni di categoria per fornire risposte e soluzioni concrete in un momento ancora molto delicato non solo per le filiere di frumento tenero e duro, ma per l’intero comparto alimentare.

Ad aprire la giornata sono stati Angelo Frascarelli, docente di Politica agroalimentare dell’Università di Perugia, e Raffaele Borriello, direttore generale Ismea, che hanno fatto una fotografia delle filiere nazionali di frumento tenero e frumento duro e delle sfide che esse potrebbero essere chiamate ad affrontare nel futuro, soffermandosi sulle importazioni e le esportazioni, così come sulle incertezze geo politiche e sullo stato del made in Italy agroalimentare nel Mondo.

La Tavola rotonda è stata, invece, animata da Giorgio Mercuri, presidente Alleanza Cooperative italiane agroalimentare, Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, Luigi Consiglio, presidente Gea Consulenti di direzione, e Cosimo De Sortis, presidente Italmopa. Un’occasione unica che ha coinvolto non solo le diverse rappresentanze sindacali del mondo della produzione primaria e della cooperazione, ma anche il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, a cui chiedere risposte concrete, rappresentato da Andrea Comacchio, capo dipartimento delle Politiche competitive e della qualità agro-alimentare.

“Come fare – ha esordito Angelo Frascarelli – per far crescere il made in Italy? Creando accordi e reti tra imprese agricole e industria alimentare di reciproco interesse economico. Oltre l’etichettatura, punto qualificante della nostra politica agraria nazionale, occorre una filiera efficiente e una collaborazione tra tutti gli attori: imprese agricole, imprese della trasformazione, imprese della distribuzione, consumatori e amministrazioni”.

Un punto di vista che trova d’accordo, in primis, il presidente di Italmopa, Cosimo De Sortis, che ha lanciato un vero e proprio grido di allarme: “Bisogna rafforzare le filiere ovvero privilegiare un approccio cooperativo tra gli attori, che deve essere diretto a un recupero e a una migliore distribuzione del valore, dal campo alla tavola. Questo oggi non avviene; anzi, potremmo affermare senza timore che il comparto attualmente distrugge valore. Poi, manca una vera e propria proposta di politica industriale che riconosca nella filiera del grano tenero e del grano duro un ruolo strategico in ragione del contributo di queste filiere all’immagine del made in Italy nel mondo. Quando parlo di una politica industriale attenta alle esigenze dell’industria molitoria, mi riferisco a una serie di iniziative che potrebbero impattare positivamente sulle strutture dei costi delle imprese e sulla promozione di prodotti nuovi e tradizionali con misure specifiche”.

La tavola rotonda, ha consentito di sviluppare un’ampia riflessione sulle criticità attuali delle filiere ma anche sulle sfide future con le quali esse dovranno necessariamente confrontarsi, dalla riforma della Pac allo sviluppo, sulla scena internazionale, di politiche protezionistiche.

L’anno 2017 è stato caratterizzato da una robusta crescita dell’economia internazionale: un trend che ha riguardato anche l’Italia, seppur in maniera più debole. E all’interno di questo contesto si situano anche i dati riguardanti il comparto molitorio. Con un incremento di circa 49.000 tonnellate rispetto allo scorso anno, nel 2017 il volume dei prodotti dell’industria molitoria si è attestato su circa 11 milioni di tonnellate, registrando un fatturato che risulta stimato in 3,467 miliardi di euro (1,674 miliardi di euro nel comparto della trasformazione del frumento duro e 1,793 miliardi di euro nel comparto della trasformazione del frumento tenero).

“L’utilizzazione di sfarinati di frumento tenero e di frumento duro nel 2017 – ha ricordato De Sortis di Italmopa – si sarebbe complessivamente attestata in 7.785.000 tonnellate con un incremento dello 0,4% rispetto al 2016 (7.751.000). Numeri rilevanti, che confermano l’importanza strategica dell’intero comparto che oggi qui rappresentiamo. Da questa giornata abbiamo cercato di tirar fuori la ricetta per salvaguardare due filiere, quella del frumento tenero e quella del frumento duro, strategiche per l’Italia e da sempre fiore all’occhiello del made in Italy: cooperazione tra gli attori coinvolti, maggiore attenzione da parte delle istituzioni ma soprattutto imparare a differenziare e incrementare il valore percepito dal consumatore”.

“Sullo sfondo di tutte queste attività le filiere del grano duro e del grano tenero devono diventare sempre di più filiere sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il consumatore prossimo venturo premierà sempre di più le aziende che sapranno porre sul mercato un prodotto percepito come etico, rispettoso del territorio e delle risorse naturali”, ha concluso.