Jabil, i sindacati fanno muro: No ad altri licenziamenti unilaterali

45

I sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Failms, intervengono con una nota congiunta sul piano industriale per i prossimi tre anni presentato dalla multinazionale Jabil per lo stabilimento di Marcianise (Caserta), che prevede “un’ulteriore dissaturazione degli organici (100 addetti) rispetto a quelli dichiarati prima della pandemia” (350 esuberi). I sindacati, che pure salutano positivamente la presentazione del piano industriale, che si attendeva da mesi, non accettano però la possibilità che si possa arrivare ad altri cento esuberi dopo i 350 per i quali la procedura, partita a giugno 2019, è tuttora in corso (220 già licenziati e in parte ricollocati, 130 ancora da ricollocare o licenziare). “Riteniamo necessario – scrivono in una nota congiunta i sindacati – intensificare gli sforzi per ottenere la saturazione degli organici per poter dare sostenibilità reale all’iniziativa industriale e sicurezza ai lavoratori di Marcianise; ribadiamo – proseguono – che la gestione delle insaturazioni debba partire dal presupposto che non si debbano ripetere atti unilaterali e forzature che comprometterebbero le relazioni industriali e rischierebbero di vanificare tutti gli sforzi. Riteniamo sia necessario un confronto con tutti i livelli istituzionali (regionali e nazionali) per supportare e ampliare le produzioni per la green economy anche con i Recovery Fund e che svolgano un ruolo attivo e di garanzia, in un percorso condiviso, che dia certezze occupazionali per tutti i lavoratori. Abbiamo chiesto all’azienda di fare tutti gli approfondimenti sulla normativa che il governo sta predisponendo per gli ammortizzatori sociali per poi riprogrammare un incontro che sia più dettagliato, anche sulla parte degli investimenti”. Il 22 aprile si terrà un’assemblea dei lavoratori dove si decideranno le iniziative utili a coinvolgere i vari livelli istituzionali e le eventuali manifestazioni di protesta.