James Blunt incanta Roma, emozione e cori alla Cavea

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Roma, 17 lug. (AdnKronos) – Canta, incanta, racconta e si racconta. Energia allo stato puro, potenza vocale e non solo. E il pubblico lo acclama, canta e balla con lui e per lui. James Blunt conquista Roma – in una Cavea dell’Auditorium ieri sera stracolma per l’ultima tappa italiana del ‘The Afterlove Tour’ – che ricambia la ‘generosità’ del 44enne cantautore britannico. E quando dice “Ora canto una canzone che conoscete… No, non è “You’re beautiful”, quella non la canterò”, si alza un coro di “Noooooo, buuuu”…lui lascia correre ma poi la canta, eccome se la canta, facendo salire i brividi. Ogni tanto tace e lascia che a cantarla sia il suo pubblico che gli dimostra tutto l’affetto possibile. E lui non delude. Scherza, rende omaggio all’Italia approcciando qualche parola nella nostra lingua, anche se il suo accento è improbabile, non risparmia battute su Donald Trump, quando canta “Someone Singing Along” che – ricorda – parla del presidente, “ma non diteglielo”, scherza, non senza aver chiesto prima “quanti americani ci sono fra voi?”.

Alterna brani nuovi e i suoi grandi successi, da “Goodbye My Lover” a “1973”, che il pubblico canta con lui, parola per parola. Dall’ultimo album regala anche “Make me better”, scritta insieme ad Ed Sheeran, confessando di averla scritta per sua moglie e suo figlio, perché Sofia – racconta – si è lamentata di avere un marito che scrive canzoni romantiche ma che non glie ne ha mai dedicata una.

Alla fine, dopo quasi due ore di concerto, senza fermarsi un attimo, il tempo di cambiare strumento, ha l’energia per omaggiare ancora il pubblico: tutti con i telefonini lo riprendono, lui sale in piedi sul pianoforte, tira fuori dalla tasca il cellulare e a sua volta gira un video per immortalare il momento. Infine, dopo qualche bis, saluta sventolando una bandiera italiana regalatagli da una fan. “Ciao Roma!”.