Juncker all’Italia: “Non possiamo accettare tutto”

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Bruxelles, 16 ott. (AdnKronos) – In attesa che la Commissione Europea analizzi nel dettaglio il documento sulla trasmesso a Bruxelles, oggi il presidente della Commissione, , fa il punto in un’intervista concessa a Bruxelles a media audiovisivi italiani, tra cui l’Adnkronos (), nel corso della quale chiarisce alcuni aspetti. “Non abbiamo ancora messo in questione il. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro” sottolinea Juncker. E se la Commissione Europea tollerasse dei “dérapages”, degli sbandamenti, dell’Italia rispetto alle regole di bilancio Ue, sarebbe ricoperta di “insulti e invettive” in altri Paesi europei.

In un contesto internazionale, premette, ogni “governo che arriva deve rispettare la parola data” dai suoi predecessori. “E soprattutto loro (il governo Conte, ndr), che hanno adottato essi stessi le raccomandazioni che la Commissione ha fatto per il 2018 e 2019. Se accettassimo dei dèrapages rispetto alle regole europee, è vero che in certi Paesi ciò avrebbe come conseguenza che saremmo coperti di insulti e di invettive, perché la Commissione e io stesso siamo accusati, da più governi in Europa e da più gruppi nell’Europarlamento, di essere stati troppo flessibili con l’Italia” afferma il presidente della Commissione Europea. “E’ un rimprovero che non accetto, perché ho voluto cambiare la griglia di lettura del patto di stabilità aggiungendovi una griglia di lettura che rispetti i cicli economici dei diversi Paesi. Grazie agli elementi che abbiamo introdotto nel patto di stabilità, l’Italia ha potuto spendere 30 mld di euro in più rispetto a quanto avrebbe potuto spendere prima dell’entrata in carica di questa Commissione”, scandisce Juncker.

Nel corso di una telefonata nel pomeriggio “dirò al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che evidentemente i conti pubblici italiani ci provocano molta preoccupazione, ma che non abbiamo pregiudizi” sulla manovra economica, sottolinea Juncker. “Discuteremo con i nostri amici italiani – prosegue – nello stesso modo in cui discutiamo con gli altri Paesi membri dell’Ue. Non c’è animosità da parte nostra, nessun pregiudizio, niente di tutto questo: gli italiani hanno eletto un governo, che è legittimo e che bisogna rispettare, come bisogna rispettare la Repubblica Italiana in tutte le sue componenti”. “Avremo un dibattito virtuoso con i nostri amici italiani – continua Juncker – che sanno che il livello di indebitamento pubblico è troppo elevato. Nessuno dice il contrario: sanno che nelle proposte di bilancio non rispettano nella loro interezza le raccomandazioni del Consiglio dei ministri e del Consiglio Europeo”.

Affermare “che io sarei contro l’Italia è un’idiozia (une foutaise, ndr). E’ una menzogna” sottolinea poi il presidente della Commissione Europea. “Ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l’Unione economica e monetaria – afferma – ho fatto di tutto, quando c’erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, per avere l’Italia come membro della zona euro fin dall’inizio”. “Ero ministro delle Finanze allora: ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l’Italia. E io ho sempre detto che non volevo l’euro, se l’Italia non era sulla linea di partenza”, rimarca Juncker.

L’Unione Europea “non” potrebbe sopravvivere senza l’Italia, dice inoltre il presidente della Commissione Europea rispondendo a una domanda durante l’intervista a Bruxelles. “No – replica Juncker – e constato che il governo italiano, come la società italiana, oggi esclude del tutto l’uscita dell’Italia dall’Europa. Senza l’Italia l’Europa non sarebbe più l’Europa: l’Europa ha bisogno dell’Italia, come l’Italia ha bisogno dell’Europa. In tutti gli ambienti politici e non, si esclude l’uscita dell’Italia dall’euro”. Per il presidente della Commissione Europea “in Italia l’Europa è minacciata dagli slogan di coloro che cercano dei colpevoli e che non amano quelli che propongono delle soluzioni. Io e la Commissione abbiamo il compito di proporre delle soluzioni, che non amiamo, avendo in mente l’insieme dell’Ue, i 27, e soprattutto i 19 della zona euro”.

LA REPLICA DI DI MAIO – In un post su Facebook Juncker commenta: “Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo. Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio”. “Oggi dice che l’Eurozona si rivolterà contro tutto questo per mantenere lo status quo che ha causato solo povertà e disoccupazione crescente. A nome di chi parla? Dei vari ministri, del presidente dell’Eurogruppo, del suo partito che l’altro ieri ha fatto il minimo storico alle elezioni in Lussemburgo? Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all’interno dell’Unione Europea” scandisce Di Maio. “Non ci si può attaccare a vincoli ad personam, decidendo in modo scientifico di attaccare un Paese sovrano solo perché quel governo non è simpatico a lui e all’élite di cui fa parte” dice il vicepremier.