L’Accademia va in convento

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Salire all’Eremo dei Camaldoli in questi giorni di gran caldo e gustare le verdurine dell’orto, è davvero una bella iniziativa. Ci ha pensato un notaio “a riposo” come ama definirsi Enzo del Genio, delegato di Napoli dell’Accademia Italiana della Cucina. E oggi un bel gruppo di appartenenti al sodalizio fondato da Orio Vergani nel lontano 1953, si è dato appuntamento proprio lassù, alle 11.30 nel fresco del Convento delle Suore di Santa Brigida per gustare una cucina tutt’altro che accademica, ma certo sana e saporita e soprattutto “a chilometro zero”. Non solo preghiera, vita santa ed eremita che per 400 anni ha avvolto la chiesa barocca, le celle dei monaci e il belvedere. La crisi ha colpito anche le Brigidine e allora loro si sono industriate: offrono ospitalità per dormire e per mangiare e, quello che più conta, stanno facendo coltivare gli orti che circondano l’eremo. Alle 13 in punto viene servito il pranzo: ravioli fatti in “convento” con ricotta e spinaci e misto alla griglia con vari prodotti appena colti dalla terra camaldolese, crostata di mele cotogne e nocillo e limoncello doc del convento. Intorno al desco, oltre a Del Genio sono attesi tanti soci oltre a tutti i Consultori: Myram Cimino Fonti, Paolo Romanello, Vera Gallo, Massimo Ricciardi e Vittorio Alongi che ha promesso di raccontare la storia dei luoghi e della cucina conventuale nel tempo