L’alto riconoscimento per la scoperta della “penicillina” compie 70 anni.

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Il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia del 1945 fu assegnato, proprio nel mese di dicembre, ex aequo ad Alexander Fleming, Ernst B. Chain e Howard W.Florey.: “ per la scoperta della penicillina e il suo effetto curativo in varie malattie infettive”. L’avventura dell’era antibiotica è datata nel 1928, quando il batteriologo scozzese Fleming osservò, quasi per caso, il seguente fenomeno: una piastra di agar disseminata di stafilococchi era stata inquinata da una muffa e, qualche settimana dopo, quando il ricercatore la esaminò di nuovo, notò qualcosa di strano. Tuttavia mancò poco che i miracoli prodotti da questa sostanza prodigiosa non si attuassero mai.

Infatti, le ricerche di Fleming pubblicate nel 1929 passarono quasi inosservate: dopo circa 11 anni, fu necessaria l’opera tenace di vari scienziati per dimostrare che era stato trovata la medicina miracolosa sognata da secoli, capace di sconfiggere le malattie senza effetti collaterali sul paziente. L’avvento degli antibiotici, frutto dello straordinario lavoro del cosiddetto guidato dal prof. Florey (direttore della Sir W.Dunn School of Pathology ), fu anche preceduto da vari esperimenti da parte di tanti ricercatori attivi nel mezzo secolo prima della scoperta casuale di Fleming, i quali utilizzarono culture di muffe e di germi a fini antibatterici. Questi altri scienziati hanno contribuito e reso possibile questa scoperta, come un lavoro preparatorio che precede l’atto conclusivo dell’impresa. Tra gli italiani, inclusi in questo elenco di ricercatori, vanno ricordati gli importanti studi di A.Cantani, G.Zagari, A.Pavone, L. Manfredi, G.Gasparini, V.Tiberio, B.Gosio. Proprio quest’anno si è celebrato il Centenario di Tiberio