L’Archeologico diventa “bucolico”, in mostra l’universo di Nicca Iovinella

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Abitare un corpo femminile è come abitarne la mente: lo si fa con leggerezza. E’ quello che sembra raccontare Nicca Iovinella con l’esposizione Ancient Freedom. Dopo l’inaugurazione dello scorso mese, ieri, martedì 4 aprile 2017, si è tenuto il finissage della mostra con presentazione del relativo catalogo. L’esposizione, realizzata con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, è stata ospitata presso il Mann – Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Assieme all’artista, sono intervenuti il Direttore del Mann Paolo Giulierini, Dario Giugliano, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e la curatrice e storica dell’arte Adriana Rispoli.

Come i grandi personaggi tragici femminili della mitologia – da Didone a Cleopatra, da Cassandra a Medea – Nicca interpreta (è) una donna dilaniata dallo sforzo di vivere e di affrontare le forti contraddizioni dell’animo umano” spiega Adriana Rispoli, curatrice dei testi critici dell’esposizione. E così nell’elegante sala del Museo adiacente al giardino delle camelie, trasformata per l’occasione in uno scenario bucolico, l’artista esplora temi cari alla sua ricerca, quelli di un universo femminile più volte calpestato dalle volontà altrui. Nicca propone, in una aggiornata chiave di lettura, un lavoro che ha avuto occasione di presentare nel 2014 al Parco dei Camaldoli di Napoli, dal titolo I AM. Ripercorrendo i sentieri (qui al limite dell’immaginario) di quel Parco, scandisce i suoi passi con un nuovo ritmo, abitando lo spazio emotivo del suo vissuto.

Giocare, giocare fino a quasi imbrogliare. E’ questo quello che fa la Iovinella quando con i simboli gioca, quando li mescola e confonde, non tanto nel senso dei significati, che anzi restano limpidissimi come coordinate universali attraverso cui muoversi, ma più che altro attraverso la sfera più diretta dei sensi. Nicca mette in moto una sorta di sinestesia costante che attraverso le sue istallazioni e performance, sempre in precario equilibrio tra leggerezza e pesantezza, universi personali e grammatiche condivise, sblocca la fissità dell’occhio dell’osservatore. E così l’artista pende dalla corda vestita di bianco, eppure il suo corpo è lieve, in sospensione grazie alle ali. 

Gli elementi sono quelli della natura, una natura che è femmina, che è mater, che è donna: foglie, frutti generosi, rami. Per l’occasione il Mann, una struttura museale che ancora una volta dimostra la sua capacità di ampliare gli orizzonti dell’arte e promuoverla in tutte le sue poliedriche manifestazioni, ha ospitato un intervento site specific della Iovinella che si è lasciata proiettare sul corpo tre sensualissime sculture, scelte tra quelle dell’ampia collezione del complesso. Sono nike acefale, veneri dalla pelle tesa e marmorea che vivono in due tempi: quello storico della loro natura scultorea, quello stratifico di una nuova azione artistica. E allora da una parte si storicizza la sofferenza del mondo femminile, dall’altro le sue continue conquiste. Un percorso, quello proposto con Ancient Freedom, che accarezza i secoli e li travalica, li rende leggibili attraverso i linguaggi dell’arte.