L’e-commerce conquista le farmacie 2.0

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Non si arresta la crescita dell’e-commerce, mercato che non conosce crisi e che in Italia supera i 15 miliardi di euro, facendo registrare, dal 2010, un incremento percentuale a doppia cifra. Nel 2014 si toccava il 16% e nell’anno appena concluso è stato superato il 15%. Sono questi i dati presentati al Netcomm eCommerce Forum, evento internazionale dedicato al commercio elettronico, al quale partecipano oltre 4000 delegati di imprese e aziende di settore da tutto il mondo. E il Presidente del Consorzio Netcomm, Roberto Liscia, in apertura della decima edizione del forum, ha ricordato come “negli anni abbiamo visto crescere per dimensioni e interesse questo specifico comparto, al punto che oggi l’e-commerce è diventato una scelta obbligata e un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale”. E proseguendo ha ribadito: “l’Italia è conosciuta nel mondo per i suoi prodotti di abbigliamento, calzature, accessori, moda, arredo, design, vino e prodotti alimentari-gastronomici di qualità. Tutte le piccole e medie imprese italiane che producono e/o commercializzano questo tipo di prodotti hanno degli spazi di mercato veramente straordinari”. I numeri parlano chiaro: circa 2,5 miliardi gli individui che quotidianamente navigano in rete e oltre 1 miliardo i consumatori che abitualmente comprano online.

Superati i timori legati a qualità dei prodotti e sicurezza nei pagamento, sempre più persone preferiscono acquistare virtualmente, perché è pratico, comodo, veloce. Una rivoluzione che ha travolto ogni settore: dall’hi-tech, all’artigianato e manifatturiero, sono tutti affascinati dal web 2.0.

E fino a qualche anno fa nessuno avrebbe mai pensato di comprare, comodamente seduto al divano di casa, integratori alimentari, articoli sanitari, cosmetici, di bellezza e persino farmaci. Sono questi alcuni dei prodotti che oggi affollano i carrelli virtuali delle Farmacie On line, fenomeno in continua espansione in Italia, grazie anche al recepimento della Direttiva Europea 2011/62/UE, che, in vigore dal 1 Luglio del 2015, ha consentito l’e-commerce dei farmaci da banco, esenti da prescrizione medica. L’unico vincolo è legato al sito internet, che deve essere di una farmacia o parafarmacia, autorizzata alla vendita sul territorio nazionale dal Ministero della Salute.

Il recepimento della direttiva ha regolamentato un mercato che per anni ha destato preoccupazioni e diffidenza negli utenti e ha dato maggiori garanzie nell’acquisto dei farmaci online ai consumatori,i quali possono ora riconoscere i siti autorizzati attraverso il logo identificativo ed evitare così di incorrere in profili illegali.

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Per meglio approfondire il fenomeno, che sicuramente nei prossimi anni cambierà le nostre abitudini ed esigenze legate al settore health&beauty, abbiamo intervistato Francesco Zaccariello, farmacista under 30 e esperto di commercio elettronico, CEO di eFarma.it, una delle prime Farmacie Online Italiane.

Il mercato dell’e-commerce è ormai una realtà.  Come giovane, nativo digitale, qual è il tuo punto di vista?

Facciamo,innanzitutto, chiarezza sui tanti dati che vengono citati quando si parla di commercio elettronico, partendo da due tipi di valutazioni: una dal punto di vista del settore merceologico e l’altra dal punto di vista geografico. Analizzando con attenzione i dati forniti nel 2015 dall’osservatorio Italiano sul commercio elettronico Netcomm, i settori che più contribuiscono alla crescita sono il turismo con la prenotazione di biglietti aerei e dei treni (+14%), l’informatica e l’elettronica di consumo (+21%), l’abbigliamento (+19%) e l’editoria (+31%). Rilevante anche l’apporto dei settori emergenti, quali food&grocery, arredamento e home living, beauty (cosmetica e profumeria) e giocattoli, che insieme superano quota un miliardo di euro.  Questi dati evidenziano sicuramente un forte incremento degli acquisti online. Ma se andiamo a confrontarli con uno scenario europeo, vediamo come soltanto il 5,34% delle imprese italiane vende attraverso internet i propri beni e servizi, rispetto ad una media europea  del 15,18%. Peggio di noi in Europa fanno solo Romania, Bulgaria e Grecia. Queste percentuali da un lato possono sconfortarci, ma dall’altro possono risultare un’opportunità, in quanto per molti giovani può essere una scommessa su cui puntare.

Il web è ormai entrato prepotentemente anche nel settore farmaceutico, quello stesso che, invece, da sempre puntava sul rapporto diretto e di fiducia tra paziente e farmacista. Cosa è cambiato secondo te?
Anche in abito sanitario la rete sta apportando molti cambiamenti, basti pensare alla telemedicina o alla recente ricetta dematerializzata. Vi è anche maggiore informazione online che accresce la richiesta di risposte sul tema salute via web, testimoniata peraltro da un recente studio americano secondo il quale Google è il dottore più consultato dalle donne in gravidanza. Proprio in questo scenario nasce l’esigenza da parte degli utenti di riuscire a reperire in rete anche prodotti di salute e benessere, motore primo delle prime farmacie online.

Cosa spinge un utente ad acquistare dei prodotti di prima necessità online e non nella farmacia di vicinato?
Le dinamiche che coinvolgono il processo di acquisto online sono davvero tante e svariate. Un luogo comune è sicuramente la ricerca del prezzo più basso che si riesce a spuntare navigando tra i comparatori di prezzo. In realtà questa è solo una delle motivazioni, ma sicuramente non è tra le cause principali. Molto spesso si ricorre all’acquisto in rete di prodotti non reperibili nella farmacia sottocasa. Ogni giorno, peraltro, serviamo innumerevoli clienti che vivono in piccole periferie o isole o i tanti lavoratori che a causa dei frenetici ritmi, fanno della loro pausa pranzo un buon momento per fare shopping virtuale. Nostri clienti sono anche quei pazienti con patologie croniche o disabili che approfittano del vasto assortimento di prodotti online per poter acquistare comodamente da casa.

Cosa è cambiato con il recepimento da parte del consigli dei Ministri della Direttiva Europea 2011/62/UE?
Sicuramente è un primo importante passo per l’e-commerce farmaceutico in Italia, considerando che in diversi paesi della comunità europea è possibile acquistare online anche farmaci che richiedono la prescrizione medica. Rappresenta un’ulteriore garanzia per gli utenti che potranno essere sicuri di acquistare da professionisti i prodotti che rispettano standard di qualità, sicurezza e tracciabilità. Ciò alla luce dei numerosissimi siti stranieri illegali, ancora esistenti, che consentono l’acquisto online di farmaci per i quali è prevista la prescrizione medica. Navigando in questi siti la probabilità di imbattersi in medicinali falsi o potenzialmente pericolosi viene stimata intorno al 70%.

In conclusione, quali consigli daresti ai giovani professionisti o imprenditori che intendono affacciarsi al mondo del commercio elettronico?
Come detto in precedenza il commercio elettronico è un’opportunità. Non solo l’e-commerce in sé,ma il web a 360 gradi lo sono. In questo settore è però fondamentale non improvvisarsi e, soprattutto nella fase iniziale, affidarsi a professionisti del settore perché la vetrina sul web  non può essere un’attività secondaria da rimandare al tempo libero. Va sviluppato uno specifico bussines modell con una visone strategica ben definita. Da non sottovalutare, oltre alla presenza sul web, è la presenza sui social media, e non solo per aziende che effettuano produzione o retail, ma anche per i liberi professionisti e consulenti, che grazie ad attività di content marketing possono raggiungere ottimi risultati.