L’ iceberg e la sua punta, molto temuti da chi va per mare

 

La NATO, alcune ore fa, ha ufficialmente informato il Mondo di aver deciso di continuare a sostenere anche finanziariamente l’ Ucraina. Essa è preda ambita e, allo stato, gravemente lesa, dall’Armata Rossa. L’invasione russa fin’ora ha già provocato enormi danni di vario genere, con il compimento di molte stragi tra la popolazione. Da aggiungere ai danni materiali ancora difficili da valutare, sia per la parte civile che per quella militare. Si può affermare con sufficiente certezza, che se Putin dovesse malauguratamente avere la meglio, si troverebbe davanti un enorme cumulo di macerie e uno o più cimiteri, tutti di dimensioni superiori a quelle descritte da Dante nel suo viaggio agli Inferi. Ritornando a…bomba, è proprio il caso per usare correttamente e con precisione quell’espressione, la NATO, nell’ ultima riunione generale, ha deciso di impegnarsi, come del resto sta già facendo da tempo, a supportare con ogni mezzo Kiyv, ormai da considerare città martire. L’ impegno finanziario è costituito da due rimesse in euro, una nell’anno in corso, l’altra in quello successivo, ciascuna da 70 miliardi, per complessivi 140 miliardi. A essa va aggiunta una linea di credito, quindi da rimborsare, da 30 miliardi. Distraendo per poco l’attenzione da queste cifre e orientandola al contesto generale, si nota subito che, già in condizioni mondiali normali un impegno del genere avrebbe turbato i sonni dei leaders dei paesi, una quarantina, che hanno aderito all’iniziativa del ” versamento unilaterale di risorse finanziarie”, come sono definite tecnicamente queste operazioni, a favore di Zelensky. A questo punto chi, per ogni situazione dello stesso genere, deve trovare le necessarie provviste finanziarie, non avrà di che gioire. Dovrà ricorrere al credito e ciò accadrà senza alcun entusiasmo. Per l’occidente sta iniziando un fine settimana non proprio tranquillo. Sarà meglio aggiornare gli approfondimenti del caso all’ inizio della prossima setttimana.