L’integrazione religiosa come antidoto alla tragedia del terrorismo

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1.

La tragedia dei migranti! Le riflessioni nella Settimana Santa dell’Anno della Misericordia. Colpisce, fra le altre, una constatazione, che riguarda l’Occidente, Stati Uniti ed Europa in testa: pochi, una minoranza debole ed impaurita, pensano che sia un dovere, individuale e collettivo, la rinuncia a qualcosa in favore di questi nostri simili sventurati, che fuggono, rischiando tragicamente la vita, da fame e guerre. Negli Stati Uniti d’America sta trionfando alle primarie Repubblicane Donald Trump, suscitando entusiasmi rabbiosi e cupi, proprio nel segno dell’ostracismo ai migranti. In Europa avanzano Leghismi, Fascismi, Populismi, nel segno dei “muri”, del filo spinato e della chiusura delle frontiere. Nella opulenta e ricca Germania perfino la consolidata leadership di Angela Merkel viene messa in discussione dai recenti successi dei movimenti xenofobi in tre Land. Eppure la Merkel, finalmente “aperta” al vento della solidarietà intelligente, aveva ben spiegato i vantaggi per il tessuto economico e sociale della Germania derivanti dall’ingresso di cinquecentomila migranti l’anno. Quello che colpisce ulteriormente è la… corsa di tanti Leader, anche Socialisti, a dimostrare chiusure, inimmaginabili fino a qualche anno fa: quello che è accaduto sugli scogli di Nizza o nel campo profughi di Calais ne è lampante dimostrazione. Per non dire del cambio di rotta della civilissima Svezia e del suo Governo socialista. Peraltro questi sforzi “contro natura”, loro, non vengono premiati sul piano elettorale, perché gli elettori alle “copie”, tardive ed innaturali, preferiscono gli “originali”, di cui alle leadership di Salvini e Le Pen. Ma agli elettori, ai cittadini di Europa, chi parla, chi spiega, chi ricorda i vantaggi, anche economici, di una sana integrazione?! Non certo la Scuola, non certo la Politica , men che meno i governanti. Restano in campo, quando restano, i motivi solidaristici ed umanitari, di cui ai ripetuti e duri appelli, spesso inascoltati, di Papa Francesco all’Europa crassa ed agli Stati Uniti opulenti. Troppo poco, evidentemente, per indurre alle rinunce, individuali e collettive. Eppure, lo ricordo non solo perché siamo nella Settimana Santa, il Signore, nel Giudizio Finale, non ci chiederà conto di comportamenti di quotidiana routine, ai quali si è riferita per troppo tempo Santa Madre Chiesa anche attraverso i suoi preti confessori, bensì ci ricorderà ben altri e concreti comportamenti. “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. (Matteo 25,31-46) Sono proprio queste le parole del Vangelo, cioè del Cristo fatto Uomo. E non c’è bisogno di interpretazioni particolari, è scritto proprio così: “Ero straniero e non mi avete accolto”. Perché, allora, di questo chiaro monito, spesso richiamato da Papa Francesco, si parla poco? Perché non si educano i bambini fin da piccoli, nelle scuole, al culto della Accoglienza e della Solidarietà? Perché, quando si insegna Catechismo non si mette bene in evidenza, insieme alle consuete giaculatorie, il dovere dell’Amore, della Solidarietà, che determina gioia e benessere? Viviamo di individualismo, di egoismo, di solitudine da… uso spropositato di telefonini e computer! Tutto questo riguarda anche le famiglie, o quello che resta di loro, “perse” fra “doveri” i più svariati per i bambini, affollati da “impegni” sempre più pressanti, come mi ricorda un mio nipotino. Così va avanti questa società ormai priva di identità. Senza radici, senza un filo di continuità con storie e tradizioni. Si “scaccia” lo straniero invasore, ma lo si utilizza all’occorrenza e quando serve: dai lavori più umili negli alberghi alla raccolta dei pomodori. O, più prosaicamente, come badanti, perché le famiglie non possono “perdere” tempo ad occuparsi dei propri anziani, che spesso sono i loro genitori. Ed invece sarebbe necessario, come il pane, una saggia e produttiva politica di integrazione, che rivitalizzi un tessuto vecchio e stanco… del proprio benessere: non si vedono più molte donne incinte per strada e quando si decide di avere un figlio ormai si sono superati i quaranta anni. La integrazione, la “contaminazione” darebbe nuova freschezza vitale ed immetterebbe, non solo nel mondo del Lavoro, ma anche in quello del Sapere, energie nuove. Solo il mondo del calcio non soffre di queste discriminazioni, ma perché li ci sono interessi forti che girano. Una politica di intelligente integrazione, non solo nel segno della pur doverosa e civile solidarietà, costituirebbe una utile opportunità di rinnovamento sociale, culturale e… genetico. Naturalmente non si tratta solo di integrazione fra razze diverse. Anche le Religioni devono trovare reciproco rispetto ed adeguato spazio, non solo logistico, di Culto, come ci ribadisce Papa Francesco. Da una impostazione di questo genere, rivolta soprattutto al Mondo Musulmano, nascerebbe anche una più efficace difesa contro la tragedia del terrorismo. Sarebbero gli stessi Musulmani ad isolare, come solo in parte già avviene, i terroristi, che uccidono, tradendo il loro stesso Credo, nel nome di Allah. Non si tratta di “tollerare” nella nostra società la presenza dei Musulmani e dell’esercizio del loro Culto, quanto di “riconoscerli” ed accoglierli con rispetto ed amore. Così come per le altre Religioni. Se poi il Partito del Socialismo Europeo, anche nelle sue articolazioni nazionali, riprendesse la bandiera di questi valori, che erano nel suo tratto distintivo e fondante, allora veramente una stagione nuova potrebbe annunciarsi. In Europa ed in Italia.

2.

Buona Pasqua, nel segno della tristezza e del dolore: la tragedia delle ragazze dell’Erasmus in Spagna, i morti di Bruxelles, e le buie prospettive che annunciano, ci faranno dolorosa compagnia in questi giorni, che ci ricordano la Passione del Cristo. Per fortuna annunciano anche la Sua Resurrezione, che segna il Suo trionfo sulla morte e lo “promette” anche a tutti noi. Di fronte a questi temi epocali, che danno la dimensione tragica di questo tempo, lasciando solo poco spazio alla Speranza, è il caso di abbandonare al loro triste destino i tanti mediocri, che animano la scena politica di questi giorni. A Napoli ed in Italia. Auguri !