L’intreccio dei saperi

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Nel Bazar, la formazione universitaria del capitale umano pende pesantemente sul versante delle scienze morali il cui scopo è orientare l’agire umano. È sparuto il gruppo di studenti di scienze teoretiche come la fisica e la matematica che, per usare la classificazione aristotelica delle scienze, indagano sulle quantità (matematica) e sull’essere in movimento (fisica). La vulgata corrente vuole che la laurea in giurisprudenza apra tante porte per accedere al posto di lavoro. Il fatto è che di “posti” se ne contano sempre meno. Infatti, tutte le organizzazioni, non solo le aziende, tendono a imprenditorializzarsi. Ciò vuol dire che al lavoratore subentra l’imprenditore di se stesso, non isolato ma inserito in una rete di relazioni che trascende i confini disciplinari, settoriali e geografici. Il futuro appartiene ai multilinguisti: chi segue percorsi transdisciplinari, riuscendo a comprendere simultaneamente i linguaggi dell’uomo e della natura. Sono proprio i multilinguisti i più propensi a fondare imprese che assimilano entrambi i linguaggi. È questa una visione olistica del sapere che, secondo numerosi studi, pare essere più congeniale al sesso femminile. Un modello cui ispirarsi è una grande dama dell’Illuminismo: Madame Émilie du Châtelet, matematica, fisica e letteraria francese, la quale traduceva Aristotele e Virgilio mentre si dedicava agli studi delle quantità quadratiche poi utilizzate da Einstein nella sua celebre equazione della relatività.La progettazione di imprese con basi scientifiche è una missione da perseguire creando zone di conoscenza per un approccio olistico alla creatività, in contrapposizione all’organizzazione del sapere che incanala le persone in specialità diverse a forma di silos poco o per nulla comunicanti tra loro. Tanti sono i fili che, una volta intrecciati, fanno vedere la trama della transdisciplinarietà. Uno di questi è offerto dalla piattaforma Starts (l’innovazione all’incrocio tra Scienza, Tecnologia e Arti) promossa da Günther H. Oettinger, già Commissario al mercato unico digitale dell’Unione Europea. Secondo il Commissario, “Nell’era della digitalizzazione, arte e ingegneria non sono più modi contraddittori di pensare”. Per gli studenti d’ingegneria e scienze dell’informazione, si apre un vasto campo da arare per far nascere nuovi prodotti e servizi all’intreccio dei saperi.