L’uomo che cambiò il Novecento: Umberto Boccioni, il futurista

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Nei primi anni del ‘900 la storia dell’arte mondiale, fu caratterizzata da una serie di movimenti ideologico-artistici che influenzarono grandemente tutto il corso degli eventi successivi:le avanguardie. Con il nome di avanguardia si fa riferimento, per lo meno in campo artistico a: Cubismo, attraverso i due principali esponenti riconosciuti in Braque e Picasso, il Surrealismo, l’Espressionismo, la Metafisica, ma in assoluto il più complesso, e più “estremo” fu il Futurismo.

Filippo Tommaso Marinetti, il 20 febbraio 1909 pubblica il manifesto del movimento futurista sul giornale francese “Le Figaro”, esponendo in undici punti una serie di idee e progetti che saranno destinati a mutare profondamente la visione del mondo e a diffondere queste idee futuriste fra la gente. IL futurismo è sostanzialmente una frattura radicale con il passato, sia dal punto di vista ideologico che dal punto di vista pratico. Ciò che l’avanguardia futurista esalta maggiormente è l’idea del dinamismo e del “nuovo”, frutto di una società in progressivo mutamento, che ambisce a qualcosa di diverso rispetto le idee del passato che secondo i futuristi ingabbiano la progressione dell’umanità. Secondo la concezione futurista, la frenesia della città rappresenta in maniera autentica la condizione dell’uomo ne delinea gli aspetti migliori. Secondo il manifesto dell’architettura futurista, stilato da Antonio Sant’Elia nel 1914, la figura dell’architetto deve essere profondamente cambiata e i materiali impiegati devono essere: cemento armato, legno, vetro e quindi porsi in netta contrapposizione con l’architettura e le forme dei palazzi antichi. Ma in assoluto il più rivoluzionario ed estremo dei manifesti futuristi è quello sulla pittura, stilato nel 1910 da Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini, Luigi Russolo e da Umberto Boccioni. Quest’ultimo è in assoluto il più produttivo e il più radicalmente futurista tra i firmatari, sebbene la sua produzione artistica sia limitata alla durata di 10 anni.

Umberto Boccioni 5Le tappe della formazione e della realizzazione artistica di Umberto Boccioni sono diverse e talvolta non nettamente riconoscibili. La mostra inaugurata a Palazzo Reale a Milano il 25 marzo, che durerà fino al 3 di luglio,organizzata in occasione del primo centenario della morte del pittore futurista, ripercorre le tappe della vita dell’artista, prematuramente scomparso a causa di una caduta a cavallo nel 1916, attraverso l’esposizione di quasi 300 opere, tra quelle di produzione giovanile, all’interno delle quali sono riscontrabili gli stilemi tradizionalmente riconosciuti futuristi, mentre quelle di produzione più tarda, che denunciano una tendenza alle caratteristiche di opere ascrivibili al cubismo. Questa esposizione temporanea costituisce un’importante manifestazione culturale, per approfondire e riscoprire le radici di un movimento e di un’artista assolutamente fondamentale per la storia dell’arte universale.