La Banca Centrale del Giappone amplia il Qe

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A cura di Antonio Arricale Exploit della borsa di Tokyo, che termina gli scambi sui massimi dal 2007 dopo la decisione della Banca Centrale del Giappone di ampliare a sorpresa l’importo del A cura di Antonio Arricale Exploit della borsa di Tokyo, che termina gli scambi sui massimi dal 2007 dopo la decisione della Banca Centrale del Giappone di ampliare a sorpresa l’importo del quatitative easing per aiutare il Paese ad uscire dalla deflazione. L’istituto centrale ha deciso a sorpresa di ampliare l’importo del quantitative easing di 30.000 miliardi di yen (200 mld di euro), portando a 80.000 mld di yen l’anno gli acquisti di asset (571 miliardi di euro circa) per aiutare il Paese ad uscire dalla deflazione. I consumi giapponesi, infatti, e di conseguenza i prezzi al consumo, sembrano non aver ancora smaltito gli effetti dell’incremento dell’IVA deciso ad aprile, allontanando le speranze di raggiungere l’obiettivo d’inflazione del 2% entro l’anno prossimo. Proprio oggi sono stati diffusi i dati sull’inflazione, che registrano un ulteriore rallentamento dei prezzi. In particolare l’indice ‘core’ dei prezzi al consumo ha registrato a settembre un incremento del 3% su anno dal 3,1% di agosto. Borse asiatiche Giornata da incorniciare sui listini asiatici dove l’indice Nikkei ha chiuso in progresso di quasi 5 punti percentuali (+4,83%) salendo di oltre 750 punti a quota 16.413 punti e toccando i massimi dal novembre 2007. Merito della Bank of Japan che ha varato nuove misure di allentamento monetario a sostegno dell’economia nipponica. La decisione dell’istituto centrale giapponese (cinque voti contro quattro), ha portato l’acquisto di bond governativi e altri asset al passo annuo di circa 80 mila miliardi di yen in rialzo di 30 mila miliardi (200 miliardi ulteriori di euro); decisione presa per ridurre le pressione al ribasso sui prezzi. Ottime performance anche per il Topix che si è attestato a 1.333,64 punti in salita del 4,28%. Borsa Usa Wall Street ha chiuso la seduta in territorio positivo in scia alle buone trimestrali e alle indicazioni macroeconomiche oltre le attese. Nel terzo trimestre l’economia statunitense è cresciuta del 3,5% sorprendendo gli analisti che si aspettavano un aumento pari al 3%. Si tratta di uno dei semestri più solidi dell’ultimo decennio e la seconda lettura del Pil Usa è attesa per il 25 novembre. Il giorno prima la Fed ha sancito la fine del quantitative easing ma ha assicurato che continuerà ad adottare una politica monetaria accomodante per un periodo di tempo considerevole. L’indice Dow Jones è così avanzato dell’1,30% a 17.195,42 punti, l’S&P500 ha guadagnato lo 0,62% a 1.994,65 punti mentre il Nasdaq si è attestato a 4.566,14 punti in rialzo dello 0,37%. Europa Finale di giornata positivo per i listini europei. Dopo una mattinata nervosa le principali Borse continentali hanno imboccato la strada rialzista sostenute da Wall Street e hanno chiuso la seduta col segno più. Nel corso della mattina le Borse del Vecchio continente erano arrivate a cedere oltre 2 punti percentuali preoccupate dalle dichiarazioni di Andrea Enria, presidente dell’Eba, sulle banche europee. A distendere gli animi e a far dimenticare le parole di Enria hanno contribuito ancora una volta i positivi segnali arrivati dalla prima economia mondiale: il Pil statunitense è aumentato del 3,5% annualizzato tra luglio e settembre, sorprendendo i mercati che si attendevano un progresso del 3 per cento. La giornata si è così conclusa: il Cac40 ha guadagnato lo 0,74%, il Dax di Francoforte è salito dello 0,35%, mentre a Londra il Ftse 100 ha chiuso con un moderato rialzo dello 0,15 per cento. Italia Piazza Affari ha chiuso in moderato rialzo virando in positivo in scia al recupero delle Borse europee e dall’andamento di Wall Street. A pesare sul sentiment le parole di Andrea Enria, presidente dell’Eba, che ha dichiarato che “le banche non devono sentirsi troppo sicure dopo gli stress test. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,19% a 19.194 punti. Mps (-7,05% a 0,679 euro) ancora in profondo rosso anche se lontano dai minimi intraday (0,621 euro) e dopo numerose sospensioni per eccesso di ribasso. Nel resto del comparto le vendite sono state sostenute su Popolare di Milano (-1,51% a 0,583 euro), Popolare dell’Emilia Romagna (-1,58% a 5,90 euro) e Banco Popolare (-2,25% a 11,28 euro). Seduta sotto i riflettori per i titoli della galassia Agnelli. FCA (+0,17% a 8,615 euro) ha tirato un po’ il freno dopo l’exploit del giorno prima in scia alla decisione di scorporare Ferrari. Il titolo Exor è il più brillante de lla galassia Agnelli grazie a un balzo del 5,13% a 32,98 euro. Bene invece Eni (+1,46% a 16,57 euro) dopo aver riportato i risultati dei primi nove mesi e del terzo trimestre che si sono rivelati migliori delle attese degli analisti. Tonica Luxottica (+2,61% a 40,03 euro) dopo i conti del terzo trimestre che hanno evidenziato ricavi (1,9 miliardi di euro) e utili (162 milioni) in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


I dati macro attesi oggi Giornata ricca di market mover di rilievo. In mattinata l’attesa è con il tasso di disoccupazione e con l’inflazione in Italia e nell’Eurozona mentre nel pomeriggio dagli Stati Uniti sarà la volta dell’indice sulla fiducia dell’Università del Michigan e con l’indice pmi Chicago.